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RECENSIONI

Le recensioni sono scritte come piccoli pro memoria per ricordare, nel tempo, il contenuto e le semplici riflessioni che il singolo libro mi ha suscitato, spesso sono solo appunti, a volte sono argomentazioni più articolate. I libri recensiti sono una selezione di quelli letti a partire dal lockdown di marzo 2020.



Un inverno freddissimo PDF Stampa E-mail

 

Cialente Fausta,  Un inverno freddissimo

Un libro del 1966 che racconta una  storia ambientata nella Milano del 1946, devastata dalla guerra e preda di uno degli inverni più freddi. Non solo il clima meteorologico,  ma anche gli animi sono ancora raggelati dalla terribile esperienza vissuta. La protagonista Camilla, abbandonata dal marito con cui ha avuto tre figli Alba, Lalla e Guido, cerca di ricucire e ricominciare una vita per i suoi figli, ma anche per nipoti e mogli che si trovano in difficoltà. Il luogo fisico è una vecchia soffitta che sistema e rende vivibile, anche se sembra 'un albergo dei poveri', dove però questa famiglia allargata si ritrova con tutte le paure, le speranze, i sogni, le difficoltà della convivenza che  Camilla riesce con forza e generosità a gestire, fin quando lutti e ferite dell'anima non la fanno in parte soccombere, ma riuscirà a riprendersi lasciando che le persone vicine a lei scelgano la propria strada, rispettando i loro sogni e le loro aspirazioni, abbandonando con qualche nostalgia la soffitta, ma in una visione di speranza nel futuro e, soprattutto lei che si rifugerà nella casa di campagna della madre riuscirà a costruirsi un domani da donna libera e autonoma. Una scrittura dolce, quasi musicale a volte, accompagna il racconto, in cui ogni personaggio ha una caratterizzazione universale, dallo 'straniero in patria', Enzo, che in parte rappresenta l'italianità della scrittrice, alla bella ragazza Alba che cerca una vita di agi, ma (quasi per punizione?) troverà la morte, a Lalla che vuole diventare scrittrice e cerca di imparare a farlo senza 'arrufianarsi' il lettore, a Guido che vive per il cinema e il teatro (come il fratello della scrittrice), a Nicola il giovane  partigiano saggio ed eroe che muore per i suoi ideali, lasciando una giovane compagna ed una bambina, figlia del peccato, accolte da Camilla nella famiglia. L'immagine di donna, proposta per Camilla, che respinge il marito che ritorna a casa dopo quasi vent'anni,  non so quanto possa realmente rispondere a quella delle donne italiane di quegli anni, forse nel loro intimo, in particolare per le partigiane poteva essere così, ma la visione pubblica e sociale in realtà le castigava e costringeva ad una dimensione di sudditanza, ma la Cialente ha vissuto una vita più cosmopolita e ha conquistato la sua indipendenza e il racconto è un invito a tutte le donne.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Gennaio 2023 10:52
 
L'insostenibile leggerezza dell'essere PDF Stampa E-mail

 

Kundera Milan,  L'insostenibile leggerezza dell'essere

Una rilettura a distanza di molti anni che ha rinnovato il fascino della scrittura di Kundera e dell'arte di scrivere un romanzo. Le storie dei quattro protagonisti Tomáš, Teresa, Sabina, Franz raccontano l'invasione russa della Cecoslovacchia con tutte le tragiche conseguenze, ma hanno una universalità  riguardano tutti noi, l'amore, il tradimento, le umiliazioni, le relazioni tra le persone, il coraggio, la vita sociale e politica, gli ideali, la libertà. Tra i protagonisti c'è però anche lo scrittore che ogni volta riflette, commenta segue fili storici, metafisici, filosofici, sociologici, immergendoci in una analisi a tutto campo dei comportamenti, mostrandoceli dai diversi punti di vista e dimensioni.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 02 Gennaio 2023 22:12
 
Le Ateniesi PDF Stampa E-mail

 

Barbero Alessandro,  Le Ateniesi

411 a.c. Atene e Sparta continuano a combattere; nelle campagne e nelle città ateniesi l'impoverimento per molti reduci è evidente, come Trasillo e Polemone, cittadini liberi, democratici e partecipi della vita politica della città. Una società democratica che comunque non rinuncia alla schiavitù delle genti conquistate.  Il ceto sociale più ricco  soffre meno la crisi per la guerra e mal tollera la democrazia e vorrebbe restaurare la tirannide. Un gruppo di loro pianifica una sorta di strategia della tensione, ipotizzando e cominciando anche a realizzare aggressioni e omicidi in modo casuale per  spaventare la popolazione, ingenerando un bisogno di sicurezza e destabilizzando le istituzioni. Barbero racconta i vizi e le virtù della antica Grecia, la depravazione e la violenza dei ricchi, la forza morale e il senso civico dei cittadini, la capacità di usare il teatro come divertimento, ma anche come si richiede agli intellettuali  come strumento di denuncia, di riflessione e di stimolo per il potere e per il popolo. Viene raccontata la prima rappresentazione della Lisistrata di Aristofane, con le reazioni dell'eterogeneo pubblico che assiste e che discuterà e si confronterà partecipando attivamente. Il ruolo delle donne e la loro forza e l'estremo bisogno di pace e la necessità di interrompere la guerra fratricida tra ateniesi e spartani sono le aspettative di molti degli ateniesi presenti, ben rappresentato nella commedia dove gli spaventosi spartani vengono rappresentati con il loro dialetto che incute paura, ma nella scena viene quasi reso caricaturale. Durante il lungo spettacolo si snoda nella casa di campagna di uno dei cospiratori, una cruda e tragica storia tra le figlie di Trasillo e Polemone e tre giovanissimi rampolli della 'Atene bene', arroganti e violenti. La democrazia comunque saprà difendersi dai tentativi di minarla. Forte e diretta la scrittura di Barbero.

Le ateniesi - Alessandro Barbero - copertina

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Novembre 2022 23:19
 
Stupore PDF Stampa E-mail

 

Shalev Zeruya,  Stupore

Come elaborare un lutto, una perdita improvvisa? Affiorano tutti i momenti in cui si sono perse occasioni per stare vicini alla persona amata, farle capire quanto sia importante per te e ci si carica di colpe e rimpianti. La vita non ha più senso anche se ci sono figli da sostenere, ma abbastanza grandi da scegliere le loro strade ed emanciparsi da te madre, vedova. E' il destino di Atara, architetta restauratrice di antiche architetture, cinquantenne dal passato affettivo instabile a causa di un padre che lei ha sempre sentito ostile e che non ha conosciuto realmente, ma che prima di morire, in un momento di perdita di lucidità la confonde con Rachel.  Atara scoprirà che Rachel, quasi centenne, è stata la  prima moglie con cui suo padre ha condiviso la passione, le lotte e la delusione  della resistenza contro gli Inglesi. Le due donne si incontreranno e scopriranno di avere un legame più forte che se fossero effettivamente parenti e, il dolore, la consolazione, il desiderio di combattere e sopravvivere di due donne si intrecciano con quello di un popolo e di una terra piena di contraddizioni e con una storia dolorosa e irrisolta che è Israele. La scrittura è scorrevole ed è interessante come l'autrice sappia indagare l'animo umano, ad esempio, la caparbietà di colei che per una vita mantiene un segreto, di come la forza di una combattente (Rachel) la porti ad essere meno partecipe nella banalità quotidiana di una vita familiare e nella impossibilità di esprimere le sue capacità anche in ambito lavorativo. Il dolore di Atara per la perdita del marito è comunque, secondo me, raccontato in modo forse ridondante.

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Ultimo aggiornamento Venerdì 04 Novembre 2022 11:15
 
Domani nella battaglia pensa a me PDF Stampa E-mail

 

Marias Javier,  Domani nella battaglia penso a me

Un libro intenso che parla di morte, di incantamento, di amore, del tradimento, del ricordo, dell'autocoscienza. Il pensiero del protagonista Victor affiora continuamente. Victor si trova ad assistere alla morte improvvisa della sua possibile amante Marta mentre si trova a casa di lei approfittando dell'assenza del marito e con il figlio di lei che rimarrà solo nella casa. Come comportarsi in una situazione simile? Il protagonista vuole preservare l'immagine di Marta e quindi non avverte di fatto nessuno ( prova con il marito che è a Londra, ma che non riesce a raggiungere telefonicamente). Si dipana così una storia che lo porta ad entrare nelle vite degli altri, scoprendo intrecci, tradimenti, amori clandestini in una Madrid borghese. Il suo rapporto con Marta potrà essere come dice Maria: “Forse il legame poteva limitarsi a questo, a una specie di incantamento o haunting, che a ben vedere non è altro che la condanna del ricordo, del fatto che gli eventi e le persone ritornino e appaiano indefinitamente e non cessino del tutto…dimorino o abitino nella nostra testa...” Si riflette anche sul ruolo dello scrittore fantasma che fa lo schiavo per altri e scrive senza avere riconoscimenti personali.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Ottobre 2022 11:39
 
Tre donne PDF Stampa E-mail

 

Maraini Dacia,  Tre donne

Una storia d'amore e disamore, come recita il sottotitolo. Tre donne vivono insieme, senza la presenza di uomini: nonna Gesuina, madre Maria e figlia Lori e raccontano attraverso i loro diari tre generazioni di donne che affrontano la vita con occhi e atteggiamenti diversi: leggerezza, responsabilità, spensieratezza. Tutte e tre descrivono le stesse situazioni di vita e relazione tra di loro, ma ognuna dal suo punto di vista e commentando quello dell'altra nelle proprie pagine scritte. Le accomuna il desiderio d'amore, che non ha età ed ognuna di loro coniuga secondo la sua indole, spregiudicato la nonna, serio, composto ed ingenuo la madre, con ironia, curiosità e superficialità la figlia. Un uomo attraversa le loro vite e offre il suo amore, ma senza assumersi alcuna fatica e non affrontando i problemi. Quando le situazioni precipitano sparisce, ma le tre donne si assumono le loro responsabilità e più o meno riluttanti trovano la forza di resistere e sostenere le altre con amore e dedizione. Raccontato con ironia e leggerezza mette a fuoco alcune sfaccettature e caratteristiche dell'immenso mondo delle donne.

 

Ultimo aggiornamento Domenica 02 Ottobre 2022 18:47
 
La Storia PDF Stampa E-mail

 

Morante Elsa,  La Storia

Useppe non si vorrebbe lasciare andare, lo conserverò per sempre nel cuore! Un grande racconto che ci attraversa e tocca tante parti di noi, lasciando un segno. La Storia con la s maiuscola è fatta dalle persone comuni che cercano di resistere alla guerra, alla fame, alle violenze, alla repressione, all'invasione, alla paura, ed è raccontata attraverso gli occhi di un bambino Useppe,  di sua madre Iduzza e di ragazzi e ragazze che attraversano la seconda guerra mondiale con la forza della loro  giovinezza, ma che purtroppo spesso soccombono. Non mi è facile fermare le mie emozioni alla lettura di questo libro, sicuramente una grande opera poetica, epica e in qualche forma anche didascalica.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Settembre 2022 22:20
 
Il francese PDF Stampa E-mail

 

Carlotto Massimo,  Il francese

Prostituzione e violenza sono la normalità per malavitosi, donne insoddisfatte o senza alternative, ma anche per i cosiddetti benpensanti e 'persone normali' che hanno bisogno di soddisfare gli impulsi sessuali più segreti, perchè ogni persona ne ha! Il protagonista - il francese- è un 'pappone a sonagli' con un passato di manovalanza e di violenza nei confronti di povere donne sfruttate e ridotte alla schiavitù, che si mette in proprio quasi 'nobilitando' la professione più antica del mondo con un rapporto macro' mademoiselle più umano ma sempre da maschio che sfrutta e manipola. Alcune prostitute si trasformeranno invece in  sex workers in una gestione tutta al femminile.  Per una serie di vicende che  lo rendono  il principale sospettato della scomparsa di una sua protetta, il francese  è costretto a rivedere la sua vita e forse a diventare l'infiltrato preferito di una commissaria intransigente e determinata.  Carlotto mette a nudo un mondo parallelo dove l'umanità annega nella miseria, in vite spezzate e distrutte quasi senza speranza, raccontando più di altri scrittori una realtà di sfruttamento di donne e bambini sempre più globalizzata e in divenire, anche se, mi sembra, in maniera meno potente rispetto ai romanzi di anni fa.

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Agosto 2022 13:53
 
Al giardino ancora non l'ho detto PDF Stampa E-mail
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Pera Pia,  Al giardino ancora non l'ho detto

Come ci coglie impreparati la malattia e il progressivo decadimento di un corpo che sembra non appartenerci più! Si pensa di dover espiare una colpa, si riflette sui passi che ci possono aver portati a quell'epilogo, ai moti di repulsione e di superiorità che abbiamo avuto difronte a persone disabili, quasi potessero contagiarci. Si soffre nel pensare di lasciare gli affetti che hanno imperniato la propria vita: le amicizie, gli animali, ... il giardino. Ci si affida alle letture, alle storie di altri che hanno affrontato la morte per capire come accoglierla.  Da privilegiati economicamente, si cerca di far fronte ai continui impedimenti del proprio agire, si diventa dipendenti dagli altri anche per le cose più elementari. Si valuta la possibilità di interrompere l'agonia, di non arrivare ad essere talmente non autosufficienti da non poter più mettere in atto propositi di fine vita. Ci si affida a chiunque offra soluzioni, cure, pagliativi, spesso approfittatori, ma che si ha da perdere! E' il ciclo della vita e la natura in un giardino avvolgente pieno di colori, di profumi, di vita e di morte che può consolare, dare conforto e che se qualcuno se ne prenderà cura ci sopravviverà, ma in ogni caso le piante potranno nascere spontanee, morire, riprodursi in una natura comunque sempre viva.  .

Al giardino ancora non l'ho detto - Pia Pera - copertina

Ultimo aggiornamento Sabato 20 Agosto 2022 12:57
 
Ogni promessa PDF Stampa E-mail

 

Bajani Andrea - Ogni promessa

Mi piace la scrittura di Bajani! In questo libro sono protagoniste le parole,  che si ingoiano, riempiono spazi, lasciano vuoti, si nascondono, scorrono a fiumi, parlano a se stesse e sono sempre pronte a far interagire gli individui, a farli uscire dalle loro memorie ingombranti, a far loro condividere emozioni, traumi, sogni o semplicemente la quotidianità, la ritualità dei gesti e del vivere. Il protagonista Pietro, imparando ad ascoltarle, riesce a curare la madre nel suo rapporto conflittuale con il padre Mario, soldato reduce della campagna di Russia, Olmo un vicino che trova in lui un figlio a cui narrare la sua guerra a Rostov, tanto da indurlo a ricercare in un viaggio in Russia, la verità attraverso le parole di protagonisti sopravvissuti alla tremenda guerra e ai loro terribili ricordi. In particolare curerà se stesso dalla fine di un rapporto di coppia in spasmodica ricerca di un figlio, facendo riemergere un vissuto non raccontato (senza parole) della sua compagna, fino a comprenderlo e ad accettare di stare di nuovo insieme con lei, anche se porta in grembo il figlio che lui non ha saputo dargli.


 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Agosto 2022 15:01
 
La vita agra PDF Stampa E-mail

 

Bianciardi Luciano,  La vita agra

Il libro esce nel 1962, una autobiografia spietata, in un linguaggio diretto e fantasioso con parole quasi onomatopeiche e  ai limiti del vocabolario italiano,  di un migrante che si trova pian piano a vivere il 'miracolo italiano', e a subire una trasformazione nel proprio modo di pensare e di porsi nei confronti della società. I temi trattati sono molteplici tra i quali lo sfruttamento del lavoro e le tematiche della sicurezza come il racconto del grave incidente nella miniera di Ribolla del 1954 in cui morirono quarantatre minatori e lo scrittore intuisce che potranno dar luogo ad ipotesi di azioni di insurrezionalismo e di anarchismo, anticipatore quindi delle tematiche della contestazione del '68 e purtroppo anche degli anni del terrorismo italiano. Racconta la vita di partito nelle periferie, punti di aggregazione e di solidarietà; il passaggio dalla società contadina a quella industriale e il nascere del lavoro autonomo non tutelato in antitesi a quello in una azienda con le problematiche tra libera professione e lavoro dipendente; la difficoltà di arrivare alla fine del mese, calcolando tutte le spese, (ha anche due famiglie da sostenere) e  cercando, almeno, di lasciare uno spazio a piccoli bisogni, sigarette un cinema ogni tanto; queste ristrettezze e il tipo di vita portano alla solitudine e all'isolamento da condividere almeno con una compagna.  L'alienazione, la vita caotica della città, la società dei consumi si intrecciano con il ruolo della donna nella società,  dalle 'segretariette' alla pubblicità basata sul sesso e sul corpo della donna. Una visione critica, aspra e disillusa della nuova Italia, che però lo premierà per questo suo sguardo e per la sua produzione di fatto inglobandolo comunque nel sistema.

La Vita Agra - Luciano Bianciardi - Rizzoli - Scala  - Luciano Bianciardi - copertina

 

Ultimo aggiornamento Martedì 02 Agosto 2022 13:33
 
L'alta fantasia PDF Stampa E-mail

 

Pupi Avati,  L'alta fantasia

Un breve libro, in cui il regista, non da accademico, ma da ammiratore di Dante, come lo è stato Boccaccio, racconta alcuni momenti della vita dei due grandi artisti, attraverso proprio il viaggio di Boccaccio verso il convento dove si trova la figlia di Dante, Suor Beatrice, per consegnarle un indennizzo dalla città di Firenze per la persecuzione del sommo poeta. Molti sono i riferimenti alla Vita Nova e alla Divina Commedia, così come agli scritti di Boccaccio su Dante. I personaggi sono qui raccontati nella loro umanità, nelle loro debolezze, nelle loro miserie, nei dolori, nelle speranze, nei sogni e nelle illusioni. Uno sguardo cinematografico e  romanzato, ma basato anche su documenti e consulenze di esperti. Un viaggio piacevole da percorrere.

L' alta fantasia - Pupi Avati - copertina

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Luglio 2022 22:18
 
Il colibrì PDF Stampa E-mail

 

Veronesi Sandro,  Il colibrì

Vincitore del premio Strega 2020, è il racconto della vita di Marco Carrera, un uomo normale appartenente alla piccola borghesia. La narrazione non è lineare ci sono salti temporali, ma che non creano disturbo, e a volte un perdersi in divagazioni un po' forzate: liste di oggetti, di libri, ecc.  Il protagonista, soprannominato 'il colibrì' dalla madre, perchè da piccolo molto basso di statura, affronta tante perdite dolorose che possono segnare pesantemente l'animo, ma lui è fermo, come il colibrì che sbatte le ali in continuazione per mantenere la posizione e stabile come una roccia  impara a rialzarsi, a trovare motivazioni per andare avanti.  Questa sua 'immobilità' sembra essere, però,  il motivo del mancato compimento di un amore adolescenziale per Luisa, con cui non riuscirà o vorrà vivere mai, una presenza epistolare fino agli ultimi anni. Un filo che attraversa tutto il libro è la psicoanalisi, molto odiata da Carrera, ma incarnata da uno psicanalista che, da amico, lo aiuterà nei momenti importanti della sua vita. Un libro pieno di dolore, ma anche di speranza nei giovani, nel futuro dell'umanità, incarnato dalla sua nipotina Miraijin che significa "uomo del futuro", multietnica, con il meglio di ognuna delle etnie che porta in sè, fortemente digitale, ma con un uso consapevole e positivo delle tecnologie, intelligente, generosa, rispettosa del passato, ma proiettata nel futuro. Un altro tema è l'eutanasia che da medico e con l'aiuto di un infermiere può autogestire, prima di affrontare il definitivo sfacelo del proprio corpo. Un libro interessante, ma non appassionante.

RECENSIONE: Il Colibrì (Sandro Veronesi)

Ultimo aggiornamento Sabato 02 Luglio 2022 14:47
 
Il dolore perfetto PDF Stampa E-mail

 

Riccarelli Ugo,  Il dolore perfetto

Vincitore del premio Strega nel 2004. Il libro sviluppa l'intreccio delle vicende dei vari personaggi che vivono al Colle, un piccolo paese della Toscana, in un arco temporale che va dagli ultimi anni dell'Ottocento agli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale. Le storie di due famiglie, con gli amori, le nascite, alcune quasi miracolose, i sogni, la generosità, le delusioni, i tradimenti, le rivalità, andranno a congiungersi grazie alle qualità di una piccola donna Annina. Tutti si confronteranno con le vicende storiche di questi cinquant'anni:  le guerre, gli ideali anarchici, le lotte sociali, il fascismo, l'impegno sociale, il progresso e la tecnologia. Le parole, i racconti, la memoria tramandata attraverso il ripercorrere le vicende dei nonni, dei padri, degli eroi del paese consentono ai vari protagonisti e al paese tutto di avere radici a cui ancorarsi nei momenti difficili sia della propria vita che di quella della collettività. Le parole, le atmosfere avvolgono anche il lettore che può rivivere questo periodo storico attraverso gli occhi della gente comune che con coraggio, con passione cerca di seguire i propri ideali, i propri sogni ed è capace anche di effettuare rinunce. Una componente magica presente nei racconti mi riporta alle storie narrate dalla nonna davanti al focolare.

Il dolore perfetto - Ugo Riccarelli - copertina

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Giugno 2022 20:28
 
L'uomo che affittava i libri PDF Stampa E-mail

 

Giancarlo Catania,  L'uomo che affittava i libri

Un dirigente percepisce la sua vita come una giostra imposta ed estraniante e decide di abbandonare la sua vita in carriera per cercare nei libri e in altri ritmi il senso della vita. Raccoglie i tanti libri in suo possesso, diversi mai letti, e con un motocarro decide di passare le sue giornate fermandosi nelle piazzette dei piccoli paesi per affittarli a chiunque voglia.  Una dimensione di vita che gli consentirà di tessere amicizie con persone diverse, anche le più emarginate, le incomprese, avere tempo per frequentare gli amici che in diverse circostanze conosce, soprattutto parlare con le persone di tutto, discutere, confrontarsi, trovare nelle piccole cose, nei semplici gesti la serenità. Troverà in questi incontri anche l'amore e questo lo farà ritornare alla necessità di un lavoro stabile, ma  rigenerato da questa parentesi di vita,  lo sceglierà in una dimensione meno competitiva, e soprattutto grazie all'oasi familiare con la sua donna potrà sentirsi in grado di tornare in una società che ti può stritolare se non sai gestirla. Anche i ritmi della scrittura e le atmosfere che si respirano sono quelli della curiosità per gli altri, della importanza delle relazioni e di una vita semplice.

L' uomo che affittava i libri - Giancarlo Catania - copertina

Ultimo aggiornamento Lunedì 30 Maggio 2022 13:42
 
Nova PDF Stampa E-mail

 

Fabio Bacà,  Nova

Un libro particolare, con una scrittura che crea un'atmosfera cupa, in cui si sente incombere la tragedia. Nella vita di una famiglia della media borghesia lucchese, con moglie vegana, marito neurochirurgo, figlio adolescente studioso e brillante ma che fa i conti con i problemi dell'adolescenza, si innestano alcuni episodi destabilizzanti che  mettono i vari protagonisti a contatto con la violenza della società e per il marito con la consapevolezza della propria vigliaccheria. Entra nelle loro vite uno strano guru Diego, che dopo una vita di violenza, addirittura alla ricerca delle situazioni in cui doversi confrontare con la malavita, diventa una specie di saggio, che sa penetrare nei meccanismi del cervello delle persone, insegnando ad esercitare il proprio potere ed imporre la propria forza non solo fisica. Il neurochirurgo, che dovrebbe conoscere i meccanismi della mente è affascinato da questo strano soggetto, con cui stabilisce una amicizia che sarà fondamentale per la sua famiglia. Violenza, vigliaccheria, malattia mentale, solitudine,  società malata, sono i temi; e soprattutto la mente dell'uomo che ha tante sfaccettature e che trova mille forme di gestire la vita. Il libro finisce con un interrogativo: come si può aiutare chi non è capace di gestire la propria mente, chi può farsene carico in questa società?

Nova - Fabio Bacà - copertina

Ultimo aggiornamento Martedì 05 Luglio 2022 07:11
 
L'orologio PDF Stampa E-mail

 

Levi Carlo,  L'orologio

Un libro importante, pubblicato nel 1950, un racconto sulla politica italiana dell'immediato dopoguerra, sulla Resistenza, sulle macerie ancora evidenti, sulla gente un po' di tutta Italia da Torino a Firenze, a Roma, a Napoli, sul brulicare della vita, sul passaggio dalla clandestinità, dalla prigione, dalla fame, dagli stenti della guerra alla speranza di una normalizzazione dell'economia e delle possibilità. Il punto di vista è quello di un partigiano con ideali, giornalista che sa osservare, meditare, incuriosirsi, seguire i mille stimoli che il nuovo mondo che lo circonda gli offre. Vengono raccontati tre giorni e tre notti cruciali per il futuro politico del Paese, con la deposizione di Parri e da parte di tutti, anche della sinistra, si va verso l'annullamento degli effetti della Resistenza, che un popolo può vivere in modo così estremo una sola volta, poi prevale la normalizzazione. La Chiesa, con il suo ruolo, e in particolare i 'luigini', partito trasversale, impongono il ripristino di conformismo e  moderazione, del resto insiti negli Italiani. Il tempo è un filo di tutta la narrazione attraverso un orologio paterno ereditato dal protagonista, che si rompe come in un sogno,  ma che poi gli verrà di nuovo regalato da un carissimo zio visionario, in punto di morte, quasi come elemento di normalizzazione della storia. Il tempo non è lineare, perchè la narrazione è quasi ipertestuale sono continui i ricordi, i link che ci catapultano in anni precedenti, in situazioni vissute dal protagonista, ma anche dai molteplici personaggi incontrati. La cerchia dei giornalisti e dei politici protagonisti della Resistenza sono quelli che in quel momento fanno la storia, che si confrontano in dibattiti accesi in mezzo ad un mondo di diseredati che non credono in una possibilità di riscatto della loro condizione.  I colori, i suoni, gli odori  del mondo raccontato sono meravigliosi, ci catturano e ci fanno immergere in questa Italia, in fondo magica.

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Maggio 2022 18:59
 
Spatriati PDF Stampa E-mail

 

Desiati Mario,  Spatriati

Il titolo deriva dal termine dialettale pugliese “spatrièt”, in particolare di Martina Franca dove vivono i protagonisti Claudia e Francesco. Come ci dice Desiati questo termine non indica solo un emigrato, ma anche chi non trova una sua collocazione, non è a suo agio in nessun ambiente e che ricerca altrove se stesso, spesso con insuccesso. E' un romanzo in cui si racconta un'amicizia, un amore irrisolto da parte di Francesco, e per entrambi la ricerca di una identità anche rispetto alla propria sessualità che sembrano trovare in rapporti omosessuali. Si racconta un sud immobile, pieno di pregiudizi e convenzioni, di rapporti familiari di facciata che racchiudono contraddizioni, disagi e mancanza di amore, con modelli a cui i protagonisti cercano di ribellarsi, in particolare Claudia e si aggrappano alla loro amicizia che li aiuta a superare l'essere diversi in un piccolo paese.  Anche se vivono nel periodo 'della primavera pugliese' le opportunità sono poche e si ripete come da decenni la migrazione verso il nord e la più intraprendente Claudia, disposta ed aperta alle più diverse esperienze lavorative, riesce a conquistare, anche quando va a Berlino, un suo spazio nella società, pur con qualche nostalgia per la propria terra. Francesco la seguirà senza però trovare una reale opportunità e ritornando a rifugiarsi in un vecchio trullo con un po' di terra dei suoi nonni. I giovani narrati sono spregiudicati con rapporti sessualmente molto fluidi, aperti a rapporti ambigui, forti, frequentando, ad esempio, a Berlino locali in cui il sesso, le droghe, riti quasi tribali sono esperienze cercate e vissute con intensità. Una rappresentazione di giovani trentenni, quarantenni delusi dalla vita, fragili  e  spatriati.

Copertina del libro Spatriati di Mario Desiati

Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Maggio 2022 20:54
 
Niente di vero PDF Stampa E-mail

 

Raimo Veronica,  Niente di vero

Il raccontarsi con ironia, lo sviscerare i propri sentimenti, l'esporre in modo critico e spietato i legami familiari, il mettersi a nudo senza pudore, il narrare il proprio essere una giovane donna che cerca la sua identità e che attraversa le esperienze della vita con ingenuità, con perdite e  a volte con totale inconsapevolezza; questi sono i principali elementi del romanzo. Un personaggio, raccontato con ferocia ma anche divertente ironia è la madre, in cui in parte mi riconosco nella continua ansia rispetto ai pericoli che possono correre i propri figli e al bisogno di essere messe a conoscenza e indirettamente partecipare a ciò che vivono. I rapporti familiari ci segnano e da figli si è spietati nel leggere e interpretare i comportamenti di genitori e fratelli, ed emergono legami e relazioni basate sulla menzogna reciproca, non a caso il titolo 'niente di vero'. Anche la scrittrice lo dice nel racconto, ma effettivamente molti autori contemporanei italiani hanno come argomento dei propri libri la propria biografia, non si è più in grado di inventare storie? In ogni caso il libro regge abbastanza grazie al punto di vista sostanzialmente ironico che spesso fa sorridere.

Niente di vero - Veronica Raimo - copertina

 

Ultimo aggiornamento Domenica 01 Maggio 2022 13:32
 
Una stanza tutta per gli altri PDF Stampa E-mail

Alicia Giménez-Bartlett, Una stanza tutta per gli altri


Un metaromanzo, un romanzo che racconta come scrivere un romanzo  su un diario reale della grande scrittrice Virginia Woolf e  su un diario immaginario, quello della sua domestica Nelly. L'autrice ha diversi livelli di dialogo con il lettore, l'aspetto più interessante è l'immagine che ne esce della Woolf e delle sue amicizie del cosiddetto gruppo di Bloomsbury. Una personalità complessa, affascinante, che è l'anima del gruppo con il suo carisma, ma anche con le sue fragilità mentali e fisiche: una progressista nei principi, ma non sempre nella pratica. Il punto di vista è prevalentemente quello di Nelly che narra un legame tra le due donne forte più di quanto vorrebbero entrambe, che dura per sedici anni, con una rottura finale che fa male ad entrambe. La domestica si rende conto di frequentare un ambiente stimolante che la influenza nella sua capacità di giudizio, nei suoi interessi, nelle sue aspirazioni, pur dovendo sempre fare i conti con la miseria e la dipendenza economica che la rendono parzialmente libera, ma certo lo è diventata nello spirito e nella visione del mondo.

Una stanza tutta per gli altri

 
Una questione privata PDF Stampa E-mail
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Fenoglio Beppe,  Una questione privata

Un libro importante, che resta nel cuore, che ci lega ad un momento storico del nostro Paese in cui nasce l'identità, la Costituzione e la Storia dell'Italia liberata: la Resistenza partigiana. Ci si immerge nella vita, nelle contraddizioni, nelle paure, nelle speranze dei partigiani badogliani e della stella rossa. Ragazzi che fanno scelte coraggiose, che pagano con la vita, giovani di ogni estrazione sociale che si guardano anche con sospetto, ma che comunque fraternizzano e sono disposti a sacrificarsi per gli altri. Il protagonista è un intellettuale, Milton che fa una scelta consapevole, razionale, sa usare le parole e capire le situazioni e le persone, ma è un uomo a tutto tondo e sovrappone alla resistenza anche la sua vita personale, il suo sogno d'amore per Fulvia, giovanissima sfollata da Torino. La ragazza, in una vita che sembra lontana, cioè prima dell'inizio della resistenza,  intraprende con Milton una relazione in cui le anime si fondono, è affascinata dalla sua cultura e dalla sua eloquenza, ma  si innamora del migliore amico di Milton, Giorgio, bello e spavaldo. Giorgio anche aderisce alla Resistenza e viene catturato, proprio quando Milton scopre l'amore tra Fulvia e il suo amico e allora la sua bramosia di salvarlo con uno scambio con un fascista, mettendo a rischio la propria vita,  si fonde con la follia dell'innamorato che vuole conoscere la verità dalla bocca di Giorgio. I temi della Resistenza ci sono tutti: le azioni contro i fascisti che determinano ritorsioni sulla popolazione o su giovani innocenti come Riccio, i diversi approcci tra i comunisti e gli azzurri, le differenze sociali, la solidarietà della popolazione ai partigiani, la ritorsione sui cittadini schierati con i fascisti, le storie personali che spingono all'azione e all'adesione ai partigiani. Il libro è anche una storia d'amore in un triangolo amoroso dove i sentimenti sono i protagonisti: l'amore, l'amicizia, l'odio, la solidarietà, l'indifferenza, l'incoscienza, il dolore materno, il dolore fisico. Il tutto immerso nelle Langhe, nella pioggia, nella nebbia, nel fango, nel freddo.

Una questione privata - Beppe Fenoglio - copertina

 

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Aprile 2022 18:12
 
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