|
Viola Ardone, Oliva Denaro
Il romanzo trae ispirazione da una storia vera, quella di Franca Viola, una giovane siciliana che rifiutò per prima il matrimonio riparatore. La Ardone restituisce uno spaccato della vita di un piccolo paese, in un sud pieno di tabù, di rigide regole, in particolare imposte alle donne, alle giovani ragazze, che si trovano ad avere un ruolo nella società solo in quanto mogli, sottomesse e serve; saranno minimamente libere una volta eventualmente diventate vedove. E' un romanzo di formazione e il lettore è conquistato dalla forza vitale, dall'ingenuità e dal coraggio, anche involontario di Oliva. Potente è la descrizione delle relazioni familiari, sia tra madre e figlia, che tra padre e figlia, in particolare quest'ultimo è tratteggiato con grande maestria e delicatezza. In fondo anche gli uomini sono costretti in un ruolo. Il messaggio potente del libro è che basta un no per cambiare la propria vita e, nonostante le immediate conseguenze dolorose e di esclusione dalla propria comunità, il sapore della libertà e della propria indipendenza anche economica è ineguagliabile. L'Italia via via cambierà, perché anche il gesto di una singola persona ha il potere di incidere sulla società, insieme alle tante donne che nel tempo si sono impegnate nella cosa pubblica come l'amica Liliana.

|
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Marzo 2025 00:07 |
|
Georges Simenon, L'uomo che guardava passare i treni
Kees Popinga, il protagonista è un uomo normale, un borghese molto attento all'immagine che deve restituire, avere un buon lavoro, una bella casa, una famiglia con figli che possano studiare, essere membro di un club scacchistico, con abitudini regolari, ben inserito nella società e riconosciuto come rispettoso delle regole. Dentro di sè traspare però un bisogno di evasione, ad indicarlo quel fremito di nostalgia e curiosità delle vite altrui, nel veder passare un treno con i passeggeri appena visibili attraverso le tendine abbassate. Una sera il suo capo gli confida di essere in banca rotta e che anche Popinga sarà completamente rovinato, questo scardina tutti i punti di riferimento di Kees che stravolgerà completamente la sua vita, attraversando tante forme di abiezione con lucidità, razionalità, spregiudicatezza, sfida e senso di superiorità, arrivando però ad un invitabile epilogo, che lo porrà fuori dalla società.

|
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Febbraio 2025 15:12 |
|
Valerie Perrin, Tatà
Il libro è un racconto di vite che si intrecciano, tra segreti, amori, rabbia, odio, violenza, cura e amicizia. Come sempre le donne della Perrin, sono ricche di forza, di accoglienza della vita nei dolori e nelle gioie, cercando e seguendo il filo dei legami mai sottovalutati. Il libro è ai limiti di un noir con continui colpi di scena e la vita di Agnes dopo la 'seconda morte' della cara zia Colette, non sarà più la stessa, ma le consentirà di diventare una donna matura e finalmente autonoma, capace di affrontare e svelare i misteri che la circondano, ritrovando il supporto degli amici di infanzia con cui ricostruire un nuovo presente.

|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 24 Febbraio 2025 14:04 |
|
Albert Camus, Lo straniero
Romanzo di esordio dello scrittore Camus pubblicato nel 1942. Il protagonista Meursault è una figura di inetto, che è incapace di una effettiva reazione e che porta all'estremo la capacità di adattamento alla vita, senza quasi fare effettive scelte se non quella di lasciarsi andare agli eventi. Anche l'omicidio che commette sembra quasi ineluttabile, un modo per sottrarsi ad un fastidio dovuto al riverbero del coltello, all'afa, alla pioggia di luce e di calore che lo obnubila. L'amore filiale o di coppia, l'amicizia e in generale i rapporti con gli altri sono pressochè indifferenti per il suo animo, salvo momentanei attimi di serenità e quasi felicità che ogni tanto riconosce nella sua esistenza, anche dentro la prigione. Meursault è un francese che vive ad Algeri quindi è straniero, ma lo diventa ancora di più, quasi un alieno, per la sua insensibilità, in particolare agli occhi del giudice e dei giurati. La sua condanna per l'omicidio di un arabo che nemmeno conosceva, pochi giorni dopo la morte di sua madre, sarà efferata in particolare a causa del fatto che viene analizzata la sua vita e la sua personalità, e si scopre che non ha pianto quando è morta sua madre, non l'ha voluta vedere, quel giorno si è addirittura 'fidanzato' con Maria è andato a vedere un film comico e sembra non aver sofferto per averla messa in ospizio e neanche per la sua morte. Pur ammettendo il suo delitto ed accettandone le conseguenze, inoltre, non se ne pente e continua a non credere in Dio e a non affidargli la sua anima di peccatore, forse l'unico atto di libertà della sua vita.

|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 18 Febbraio 2025 22:05 |
|
Antonio Manzini, Il passato è un morto senza cadavere
Schiavone continua a parlare con la moglie morta, ma che è sempre di più la sua coscienza, il se stesso lucido e saggio che prova a convincerlo che è necessario abbracciarla la vita, soffrendo, sbagliando ma avendo il coraggio di amarla. L'intreccio è abbastanza ben costruito e l'indagine è sempre interessante, come la complicata vita di Rocco, sempre ai margini della legalità e ricca di colpi di scena, di affetti da abbandonare e rimpianti e rimorsi da dover metabolizzare per non aver vissuto fino in fondo. La scombinata squadra, con i vari singolari agenti, sotto la sua guida è comunque in grado di svolgere il suo compito, e gli amici romani rimasti, sempre pronti a dare il loro contributo allo sbirro e ai suoi, come fratelli.

|
|
Ultimo aggiornamento Sabato 15 Febbraio 2025 17:07 |
|
Nicoletta Verna, Il valore affettivo
La vita può improvvisamente cambiare, anche in tenera età, come per Bianca, quando il percorso di crescita e formazione è solo appena avviato e questo cambierà per sempre il decorso del suo futuro. La 'disgrazia', cioè la morte della sorella Stella, è l'elemento su cui si dipana il racconto che soltanto alla fine svelerà i segreti di ognuno dei protagonisti. Gli effetti sono pesanti per tanti di loro: la devastazione della mente della madre, la scomparsa del padre che non reggerà la situazione, il deterioramento dei rapporti di amicizia, i rimorsi e le angosce e soprattutto la completa anaffettività che via via Bianca sviluppa per sopravvivere al suo senso di colpa e matura il bisogno di esorcizzare la perdita di Stella, facendo una figlia e scegliendo Carlo, un bellissimo chirurgo di successo, per il suo 'patrimonio genetico'. Sviluppa l'ossessione per i rifiuti, che classifica mentalmente e fisicamente, perchè questi sono i resti del passaggio della vita così 'come gli oggetti che rappresentano quello che viene chiamato valore affettivo', 'beffardi inutili oggetti crudeli che ti sopravvivono e ricordano la tua vita a chi resta, stabili oggetti nel magma incomprensibile della memoria'. La vita non sarà clemente e i segreti che alla fine affiorano sembrano distruggere ogni possibilità di individuare quello che potrebbe essere un vero 'valore effettivo'.

|
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 30 Gennaio 2025 14:03 |
|
Nicoletta Verna, I giorni di Vetro
Un libro intenso dove, attraverso le vite dei protagonisti, è raccontato il periodo della storia italiana da cui nasce la nostra Repubblica e la nostra Costituzione. I personaggi sono di fantasia, ma sono esemplari archetipi dell'umanità che ha vissuto quegli anni. La miseria, il bisogno di sentirsi protetti da un potere a cui affidarsi per poi scoprire via via la ferocia, l'ingiustizia e la crudeltà della dittatura e della guerra fa emergere i vari modi con cui l'umanità può reagire: c'è chi si radicalizza e sviluppa i propri istinti violenti legittimandoli con la difesa della patria e coprendo così i propri crimini, c'è chi con, quasi incoscienza, è pronto a perdere la vita per il bene collettivo e la libertà e chi cerca di barcamenarsi facendosi scivolare via la storia. Sono due donne a raccontare, una Iris piena di vita, coraggiosa, intraprendente, istruita ed educata da una madre forte ed indipendente, crede nella libertà e nella determinazione del proprio destino, affronterà la vita con amore e passione diventando una partigiana militante e braccio destro del capo Diaz di una banda di giovani antifascisti. L'altra, Redenta, nata con la 'scarogna' è fragile nel corpo offeso dalla polio, ma scopre in realtà dentro di sè una forza ed un coraggio straordinari che le consentiranno di sopravvivere ad un amore impossibile, alle sevizie incredibili del marito sadico e violento. Riuscirà ad aiutare e salvare le persone che ama o che hanno a che fare con lei. Le donne descritte sono forgiate dalla vita e dalla loro condizione di sudditanza, ma non rinunciano alla dignità e all'amore. Gli uomini, più direttamente coinvolti dalla guerra e dalla politica, hanno tutti una dose di violenza che mettono al servizio o, come Vetro, della ferocia fascista o della determinazione a combattere le ingiustizie.

|
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 13 Febbraio 2025 16:27 |
|
Sally Rooney, Intermezzo
Viene raccontata la generazione dei venti- trentenni di Dublino, ma è naturalmente universale. La scrittrice sa ben descrivere il bisogno di trovare un posto nel mondo, di essere amati e accettati per quello che si è, di fare la pace con se stessi. Le relazioni sono complicate ad esempio quelle familiari, di fratellanza, o il bisogno di essere figli, ma invece trovarsi a proteggere i propri genitori, che si vorrebbe siano perfetti e forti. Poi c'è il giudizio della gente, della comunità, in una Dublino e dintorni, comunque provinciale e cattolica, moralista e convenzionale. Gli stessi protagonisti sono cresciuti in quell'humus e in particolare Peter, apparentemente giovane uomo di successo, brillante e sicuro di sè, si ritrova fragile ai limiti dell'equilibrio personale, barcamenandosi in relazioni amorose complicate e non 'normali' e quasi adattandosi alla fine ad una realtà più forte e fuori dagli schemi di poligamia consenziente. La sfida ai benpensanti è comune a tutti i giovani protagonisti, da Naomi 'profittatrice' che usa la sua bellezza, alla trentaseienne Margaret con un matrimonio fallito che si innamora del giovanissimo Ivan, con ancora l'apparecchio ai denti, alla dolorosamente manipolatrice Sylvia, a Ivan che non si concentra su un lavoro stabile, ma segue la sua ossessione/passione per gli scacchi. La natura, i colori, le atmosfere, non prive di fascino, ci riconducono ad una Dublino mitica.

|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Febbraio 2025 14:47 |
|
Tsitsi Dangarembga, Condizioni nervose
Il libro è uno dei primi romanzi scritto in inglese (1988) da una africana della Rhodesia coloniale, dove si racconta in modo semi-biografico la vita di due cugine che perdono l'identità di africane. Nyasha, vive con la sua famiglia africana benestante ed istruita per alcuni anni in Inghilterra, acquisendone i costumi e assaporando gli elementi positivi delle società occidentali, avrà difficoltà a riadattarsi alla vita nel suo paese, una volta tornata, diventando ribelle e polemica e maturando la consapevolezza dell'impossibilità di modificare il ruolo delle donne. Tambu è una misera contadina, appartenente ad una famiglia povera, ma ha uno zio (il padre di Nyasha), che attraverso i missionari ha avuto la possibilità di emanciparsi culturalmente ed economicamente, che le consentirà di studiare, anche in un college dei colonizzatori bianchi. La condizione nervosa è data da un rapporto tra colonizzati neri e colonizzatori bianchi che si sviluppa anche con dinamiche psicologiche. Il patriarcato e la condizione femminile di sudditanza, scarsa autonomia e possibilità di autodeterminazione, sono il centro della vita della voce narrante; l'istruzione e la cultura, necessariamente occidentali rappresentano per la giovane Tambu la speranza di salvezza, anche se potrebbe essere una maledizione, un ammalarsi di 'inglesità' come le profetizza la madre triste e rassegnata alla sua condizione.

|
|
Ultimo aggiornamento Sabato 18 Gennaio 2025 00:20 |
|
Donato Carrisi, La casa dei silenzi
Nella prima parte del libro l'atmosfera è molto inquietante e il bambino protagonista crea sofferenza e angoscia in chi legge, ma poi il racconto sembra non saper sostenere la tensione iniziale e in particolare il finale sembra essere un po' forzato. L'addormentatore di bambini arriva a una situazione di confusione tra sogno e realtà, dove l'inconscio ha una vita parallela a quella reale e sia lui che il bambino non sanno più capire se la donna silenziosa sia una presenza reale o immaginaria, in ogni caso visita le notti del bimbo, in modo ossessivo e spaventoso. L'addormentatore rivivrà anche il suo passato e rincorrerà fantasmi e vite piene di dolore e miseria. La scrittura è scorrevole e si arriva al termine d'un fiato, ma nel complesso per me è un po' deludente.

|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 13 Gennaio 2025 22:14 |
|
|
Federica Manzon, Alma
Con una scrittura complessa e non lineare, la Manzon crea un'atmosfera che sa di incompiuto, perchè tutto è sfumato, mai detto o conosciuto fino in fondo, ma spesso immaginato, vissuto con riserva ed emozioni sfuggenti, con confini labili come le vite e le città di confine determinano, in particolare Trieste, crocevia e coacervo di popoli, di storie, di tradizioni, costumi, religioni, mare e spazio sconfinato, asperità montuose e ammiccanti al 'di là'. Due giovani vite, Alma e Vili, che si incrociano loro malgrado, rappresentanti di due mondi diversi che si attraggono, si amano, si rispettano, ma non riescono a comunicare e a conoscersi fino in fondo. Un padre sfuggente, scrive i discorsi di Tito, ma non si sa fino in fondo di cosa viva e come viva. In continuo movimento tra la città e la Jugoslavia, è emblema della mescolanza di culture, da quella zingara, a quella dell'impero, a quella comunista. La figlia Alma, protagonista e voce narrante, non deve vivere condizionata dal passato, non deve conoscere, non deve avere legami con la famiglia, ma si deve librare leggera nella vita e proiettata al futuro che lei vorrà. Sarà semplice per Alma allontanarsi, sia dal padre affascinante, ma sfuggente, che da una madre poco vicina, in perenne attesa del ritorno del marito e dedita prevalentemente al suo lavoro con i matti nel momento della rivoluzione basagliana. Solo i nonni materni, rappresentanti di una borghesia colta austroungarica, sono nei momenti di crisi un punto di riferimento. Solo a cinquant'anni, forse riuscirà a ricostruire, in parte la storia personale e quella con la S maiuscola che ha attraversato: il rapporto di fratellanza, amore, gelosia con Vili, il ragazzo di Belgrado che il padre ha salvato facendolo vivere in famiglia, la guerra dei Balcani, la vita dell'Est e quella della sua città in contrapposizione alla leggerezza di quella della capitale. Questa sarà l'eredità di suo padre.

|
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Gennaio 2025 01:06 |
|
Viola Ardone, Grande meraviglia
Fausto Meraviglia è uno psichiatra che ha abbracciato la grande innovazione di Basaglia e dedica la sua vita ai matti, facendosi artefice della trasformazione del manicomio del Fascione in un centro di accoglienza e accompagnamento dei 'gatti da legare', all'inserimento nella società dei 'mica-matti', che hanno passato la loro vita in quella prigione che annienta e fa 'diventare matti', in particolare le tante donne costrette dalle famiglie perchè ribelli o scomode, o semplicemente adultere. La vita nel manicomio è raccontata con gli occhi di una bambina Elba, nata in manicomio, da una giovane donna internata non certo perchè pazza. Ci si immerge in questo 'mezzomondo' che Elba ci racconta e che descrive in un modo veramente empatico, attraverso poesie, rime, gioco di numeri, di fantasie, regole e diagnosi con malattie inventate ma pertinenti. Elba sopravvive in questo modo a ciò che la circonda e grazie al 'dottorino' Meraviglia, riuscirà a rifarsi una vita e troverà in lui un padre da cui poi emanciparsi come i figli fanno. Lo psichiatra è una persona che ama la vita, che ha un approccio appassionato, ma anche egocentrico con la realtà. In particolare con la sua famiglia, che spesso si sente abbandonata e messa da parte e che pur amandolo alla fine lo lascia solo a fare i conti con la sua vita, con le nostalgie, i fallimenti, ma anche le lotte e la compassione per ciò che si diventa da vecchi. Non si ha più futuro ma il passato è quello che ci resta.

|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 09 Dicembre 2024 23:50 |
|
Han Kang, L' ora di greco
Il male di vivere ci tocca fin dentro l'anima e investe tutti i nostri sensi e facoltà, si può arrivare a non riuscire più ad usare il linguaggio, a non essere più capaci di far uscire le parole, cercando la comunicazione con la postura o ancor di più con lo sguardo. Ci si avvicina a chi può compensare le nostre impossibilità, a chi usa le parole per comunicare, perchè per una malattia, si sta avvicinando all'oscurità nel mondo reale, lasciando la luce solo ai sogni. La lingua è però una ricchezza, ne è consapevole la protagonista, che cerca di curare il suo incontrollato mutismo, con la conoscenza di altri idiomi, compresi quelli, anzi ancor di più con quelli di lingue morte come il greco antico. Le donne di Kang sono vittime, sensibili e indifese, ma coraggiosamente si oppongono al sistema, con l'introspezione e la negazione dell'assuefazione alle imposizioni della società coreana, sottraendo però a se stesse la possibilità di comunicare, se non con chi come loro, è vittima a sua volta. La società coreana sembrerebbe straniante e la cultura occidentale affascina e forse consola.

|
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 22 Novembre 2024 15:37 |
|
Han Kang, La vegetariana
I sogni ci parlano, ci catturano. Il nostro inconscio si ribella e se lo ascoltiamo si impadronisce della nostra vita. Una donna, Yeong-hye, immersa in una routine piena di convenzioni, con un carattere accomodante è una moglie senza pretese, una figlia rispettosa, ma improvvisamente sfida silenziosamente il sistema, a causa di un sogno non mangerà più carne, emarginata e rinchiusa cercherà di annientarsi di fondersi con la natura e vorrà solo nutrirsi di acqua come gli alberi. Anche la sessualità riuscirà a viverla soltanto nel momento in cui il cognato 'artista' dipingerà i loro corpi con meravigliosi fiori colorati. Apparentemente insignificante la protagonista di fatto si ribella ad una infanzia difficile con un padre violento, un marito qualunque che non la ama e la usa quasi come domestica e una sorella maggiore, In-hye, che non la difende abbastanza. In-hye per difendersi ha scelto di adeguarsi all'immagine e ai ruoli che le vengono assegnati dal padre, dal marito, dai clienti del suo fiorente negozio. La ribellione di Yeong-hye scuote anche la vita della sorella, ma lei non può mollare, per salvaguardare suo figlio, e anzi In-hye proverà a convincere Yeong-hye che non ci si può far travolgere dai sogni. La scrittura è intensa, ci si immerge nel mondo di Yeong-hye, nel suo tentativo di trasformare il corpo da carne a vegetale che affonda le mani e la testa nella terra come radici che si insinuano.

|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 10 Novembre 2024 23:46 |
|
Han Kang, Atti umani
Un libro forte, che descrive un popolo di giovani e giovanissimi, coraggiosi piccoli eroi disposti a morire, pur nella loro incoscienza. Ricordano i ragazzi della generazione della Resistenza italiana. L'orrore della repressione, della violenza brutale, dell'impunità di un esercito di assassini, dell'uso della tortura come pratica devastante dei corpi e delle anime è raccontato da più voci, più punti di vista, nella rappresentazione di un dolore collettivo travolgente. Viene narrato il massacro del maggio 1980 a Gwangju, in Corea del Sud, dopo il colpo di stato di Chun Doowhan, un tema attuale in questi giorni di dicembre 2024, dove, grazie al tessuto democratico del paese, sembra essere scongiurato quell'esito. Una cittadina che si contrappone e nessuno sarà più uguale dopo quei mesi di violenza inaudita. Le anime si dividono dai corpi martoriati e li osservano come ombre spaventate, che cercano i ricordi, perchè il futuro è negato e nemmeno come essenze potranno avvicinarsi ai propri cari o ai propri carnefici. Una cronaca che sa essere spietata e feroce, ma anche carezzevole e delicata nel racconto delle vite delle vittime.

|
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Dicembre 2024 15:28 |
|
Haruki Murakami, La città e le sue mura incerte
Il romanzo è una riscrittura di un racconto uscito almeno quarant'anni prima, perchè una storia può essere infinita, rivisitata, può prendere molte strade e ritornare nelle tematiche di uno scrittore. 'Esiste davvero, in questo mondo, un muro divisorio fra la realtà e l'irrealtà?' questo è l'enigma che si pone lo scrittore, nella voce dei protagonisti del romanzo, continuo, infatti, è l'intreccio tra il sogno e la realtà, tra i vivi e i morti. Dalla immaginazione di due adolescenti innamorati nasce un mondo parallelo, la città dalle mura incerte, in cui transitare con il vero sè, scorporato dalla propria ombra che può comunque, se riesce a sopravvivere alla scissione, continuare a vivere autonomamente nella presunta realtà. La mente è un sistema complesso ha poteri e facoltà che consideriamo anormali, ma che nella città immaginaria consentono la liberazione delle emozioni leggendo i sogni costretti in uova polverose. Le mura e i confini sono labili, si trasformano e ci costringono o ci liberano ad esempio dal tempo a seconda del punto di vista. La città è comunque un luogo distopico in cui non tutti possono entrare e una volta che si è deciso di accedere non è facile andarsene, un guardiano controlla, l'atmosfera è opprimente, gli abitanti sembrano non avere più interessi, non c'è la musica, non ci sono animali a parte il branco di unicorni, si vive in modo frugale e le relazioni sono ridotte al minimo. Anche il mondo della realtà non è comunque facile da affrontare, l'unico luogo della serenità, della bellezza, della conoscenza è la biblioteca. L'amore è il contagio e la comunione dei sentimenti e delle parole e consente di aprirsi ed accettare quella sorta di realismo magico in cui si è immersi indipendentemente dall'effettiva percezione della realtà .

|
|
Ultimo aggiornamento Domenica 03 Novembre 2024 22:34 |
|
Romana Petri, Ovunque tu sia
E' una saga familiare al femminile dove Margarida, Ofelia, Maria do Ceu, sviluppano la loro storia tra gli anni 40 del novecento e i giorni nostri a Lisbona, dal Portogallo della dittatura a quello attuale. Il contesto storico è comunque abbastanza sullo sfondo, tranne il momento in cui Maria do Ceu si avvicina al movimento studentesco che cerca di opporsi alla dittatura. I ruoli maschili sono tutti interpretati da uomini traditori, che abbandonano, deboli, arrivisti e piena espressione di un patriarcato che vuole la figura della donna, o moglie sottomessa e tollerante, o amante spregiudicata. Le stesse donne, cresciute con quella mentalità si adeguano; è Maria do Ceu, da combattente come è, forse l'unica a ribellarsi a questi ruoli e a cercare la sua indipendenza e libertà, sacrificando la sua vita e assumendosi con tre figli, il ruolo di madre fino in fondo, ma salvaguardando la sua dignità di donna, senza avere paura di chiudere il rapporto con il marito. La sottomissione di Ofelia si paga invece con una non vita ottenebrata dalla religiosità e dalla dipendenza dai farmaci. La malattia e la deformità è un tema che sembra far parte della vita delle donne e viene raccontato il diverso modo di approcciarla. La perdita è un altro tema centrale, in particolare per Maria do Ceu e per i suoi tre figli, tratteggiati dal punto di vista della madre, ma Vasco, l'unico figlio maschio sembra essere, da una parte il frutto di una società più libera ed evoluta, dall'altra sempre il maschio incapace di affrontare il dolore per sè e per gli altri. La scrittura è scorrevole e pur se corposo il romanzo è di facile lettura.

|
|
Ultimo aggiornamento Martedì 15 Ottobre 2024 16:59 |
|
Jon Fosse, Un bagliore
Un racconto quasi onirico, come sa fare Fosse, atmosfere che ti avvilluppano in un vortice di emozioni: la voglia di perdersi, di scappare dalla gente, la sensazione di pericolo nell'assurda situazione che si è determinata: una strada che finisce e continua solo in un piccolo sentiero all'interno di un bosco ricoperto di neve, e nonostante questo ci si inoltra all'interno, non riuscendo a trovare una via di uscita. Una scrittura ossessiva, in cui le frasi si ripetono in ritmi incalzanti che creano angoscia, speranza, rassegnazione, autocommiserazione. La neve, il freddo sono un tema presente nelle opere dello scrittore, come la perdita di cognizione di sè e del tempo. Riaffiorano i ricordi delle persone care, tanto da sembrare reali vedendole apparire e a cui provare a chiedere vanamente aiuto. La presenza di un bagliore in cui immergersi sembra l'unica consolazione. L'uomo è solo in una terra fredda e 'matrigna', la ricerca di salvezza non facilmente perseguibile attraverso i propri simili, anche loro incapaci di orientarsi, sembra avvenire solo attraverso un'entità altra, avvolgente, appagante e quasi dolce come potrà essere anche la morte.

|
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 27 Settembre 2024 12:19 |
|
Selma Lagerlof, L'anello rubato
Un libro di fantasmi, mirabilmente scritto. Si è subito catturati e ci si immerge nelle vite delle persone coinvolte nel possesso del maledetto anello rubato ad un generale nella tomba, il cui spettro si aggira tra i vivi per vendicarsi e recuperare il suo 'tesoro'. Dal racconto gotico alle storie tramandate davanti al fuoco nelle sere d'inverno, in atmosfere calde, avvolgenti e sognanti. Scrittrice svedese ha vinto il premio Nobel nel 1909, grazie ad opere importanti in cui il tema è spesso l'amore capace di vincere sulle forze del male, in particolare la forza e la generosità delle donne possono sconfiggere le maledizioni.

|
|
Ultimo aggiornamento Sabato 21 Settembre 2024 22:50 |
|
Thrity Umrighar, Il canto dei cuori ribelli
Un libro intenso, scritto da un'indiana emigrata in America, ispirato da storie ascoltate e rielaborate dall'autrice. L'India è raccontata come un immenso paese che racchiude al suo interno tante culture, quelle millenarie di schiavitù per le donne, di patriarcato ineludibile, di stigma sociale, di persecuzione e di annientamento per chiunque giovane donna o uomo osi ribaltare o mettere in discussione la legge dei padri, della rigida divisione in classi e religioni. Un mondo a cui è ancorata l'India dei piccoli centri e la marea di povera gente che stenta a sopravvivere. Nelle grandi città, pur con momenti di violenza, convivono invece più religioni e modalità di vita occidentali mediate dal rispetto e dalla gentilezza nei rapporti. La protagonista, indiana di nascita, ma residente in America e corrispondente di un giornale si ritrova a tornare a Mombay, la sua Bombay dove ha vissuto un'esperienza devastante e da cui è stata costretta a fuggire con la sua famiglia. E' lì per seguire la tragica vicenda di Meena, giovane donna indù che, per amore, si trova ad infrangere i tabù della sua religione e cultura e che pagherà tremendamente per questo. A sostenere la giornalista ci sarà un giovane, figlio di abbienti indiani, un manager moderno e libero, insieme saranno per sempre cambiati dall'esperienza che vivranno a fianco di Meena, lui imparerà fino in fondo le incredibili credenze, l'oppressione, la corruzione della sua terra, lei attraverso di lui sarà invece riconquistata comunque dal fascino della grande madre India, colorata, vivace coacervo di anime e di secoli che si intrecciano.

|
|
Ultimo aggiornamento Lunedì 16 Settembre 2024 13:21 |
|