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A Letizia Catarini piace |
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Louis Ferdinand Celine, Morte a credito Un libro sbalorditivo, un fiume di parole, intervallate dai '...' ad evocare e immaginare innumerevoli scene in chi legge. Si resta storditi, in una iniziale repulsione a quella particolarissima scrittura, ma in realtà incapaci di staccarsene, anche nelle parti che presentano i tratteggi più scabrosi. La traduzione è quella storica di Giorgio Caproni, con integrazione delle parti a suo tempo censurate. Un romanzo di formazione pressochè autobiografico, ambientato in parte nel Passage di Parigi, dove aveva una botteguccia e la casa la sua famiglia, che è emblema del livello più basso della piccola borghesia parigina. Dall'infanzia alla prima giovinezza Ferdinand attraversa una vita complicata, poco gratificante, piena di botte da parte del padre, di sfruttamento nei posti in cui cerca lavoro da apprendista e di raggiri e sconfitte, tanto da convincerlo di essere incapace, di avere un indole cattiva, irriconoscente e dedita ai vizi. La figura materna è quella di una donna forte che tira avanti la baracca con i suoi merletti e ricami che via via diventano non più attuali e che si arrabatterà fino alla fine, pur con la sua gamba gravemente malata. E' dolce con il figlio, per quanto le riesca, ma ossessionante e oppressiva nel bisogno di vederlo sistemato e non più gravante sulla famiglia. Il padre violento, come per la normalità degli uomini di quegli anni, si sfoga sulla moglie, ma prevalentemente sul figlio, mettendolo sempre in una condizione di inferiorità esasperandolo al punto che Ferdinand reagirà in malo modo. Ferdinand non può più restare nella sua famiglia lo aiuterà lo zio materno, unico soggetto, insieme alla defunta nonna Caroline, accudente e a suo modo amorevole con Ferdinand. Si entra in un'altra fase del corposo libro, in cui Ferdinand va in un collegio inglese, per imparare la lingua, ma la sua rabbia nei confronti della famiglia e del mondo del passage è tale che si rifiuta di imparare alcunché e, addirittura di parlare, inanellando l'ennesima sconfitta per le aspettative dei genitori. Dal rientro a Parigi, inizia un'altra parte: Ferdinand diventa il factotum di Courtial des Pereires, un personaggio veramente fiabesco, l'espressione di quel mondo del primo novecento che è un fermento della meccanica, della tecnica, dell'invenzione, della scienza e della pseudoscienza. Courtial è un visionario che si perde però nel gioco d'azzardo, nell'inconcludenza, ma che sarà più di un padre per Ferdinand, dandogli come contropartita della sua devozione, la conoscenza. Il giovane Ferdinand si immerge in questa dimensione di fermento, scoprendo che l'aspirazione al sapere serve ad elevarsi, ma la precarietà della vita e il fallimento sono sempre in agguato. Cercherà infine una identità nell'arruolarsi in un qualsiasi esercito. Il libro, attraverso un flusso di parole ininterrotto, vasto e articolato ci dà il senso della velocità e del tempo, concetti tipici di quel futurismo che si manifesta in Europa in quegli anni; ma naturalmente il Celine del modernismo e dell'espressionismo è uno scrittore unico e originale.
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Marzo 2025 00:18 |





