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A Letizia Catarini piace |
| I ricordi dell'acqua |
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Shafak Elif, I ricordi dell'acqua (2024) Una goccia di acqua contiene in sè un intero mondo, nel suo trasformarsi da uno stato fisico all'altro percorre spazio e tempo infiniti e collega tra di loro le vite delle persone. Il romanzo, pur se tale, è frutto di ricerche, studi, storie di personaggi realmente esistiti, eccidi, violenze, popoli e vicende che vedono come principale protagonista la Mesopotamia, la culla della civiltà umana. Tre sono le vite collegate nelle diverse epoche Arthur, Narin e Zaleekhah. Arthur, nato alla fine dell'ottocento, in riva al Tamigi, da una giovane e povera ragazza, soprannominato "Re di Cloache e Catapecchie" berrà insieme al latte materno un fiocco di neve e, particolarmente dotato di un intelletto speciale, pur in una vita nei bassifondi di Londra, riuscirà a dedicarsi alla passione per la scrittura cuneiforme e alla storia di Ninive; morrà sul Tigri alla ricerca delle vestigia del poema di Gilgamesh, scoperto nelle tavolette perse nei magazzini del British Museum. Narin, discendente di una famiglia di guaritrici yazide vede nel suo villaggio la tomba dell'inglese Arthur, che aveva conosciuto la sua ava veggente e sacra. Narin, dopo lo sterminio, nel 2014, del popolo yazida, considerato miscredente e adoratore del diavolo, sarà schiava del furore dell'ISIS. Zaleekhah, unica sopravvissuta della sua famiglia, da un'inondazione del Tigri, sarà portata e adottata dallo zio Malek a Londra e diventerà ricercatrice in ambito idrogeologico, scegliendo di vivere in una casa barca sul Tamigi e nel 2018 avrà modo di trovare la tredicenne Narin, chiudendo il cerchio di vite che si intrecciano tra fiumi nascosti e visibili in zone lontane del mondo, ma con una goccia che lega tutto.
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| Ultimo aggiornamento Martedì 10 Marzo 2026 18:47 |





