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Romana Petri, Ovunque tu sia

E' una saga familiare al femminile dove Margarida, Ofelia, Maria do Ceu,  sviluppano la loro storia tra gli anni 40 del novecento e i giorni nostri a Lisbona, dal Portogallo della dittatura a quello attuale. Il contesto storico è comunque abbastanza sullo sfondo, tranne il momento in cui Maria do Ceu si avvicina al movimento studentesco che cerca di opporsi alla dittatura. I ruoli maschili sono tutti interpretati da uomini traditori, che abbandonano, deboli, arrivisti e piena espressione di un patriarcato che vuole la figura della donna, o moglie  sottomessa e tollerante, o amante spregiudicata. Le stesse donne, cresciute con quella mentalità si adeguano; è Maria do Ceu, da combattente come è, forse l'unica a ribellarsi a questi ruoli e a cercare la sua indipendenza e libertà, sacrificando la sua vita e assumendosi con tre figli, il ruolo di madre fino in fondo, ma salvaguardando la sua dignità di donna, senza avere paura di chiudere il rapporto con il marito. La sottomissione  di Ofelia si paga invece con una non vita ottenebrata dalla religiosità e dalla dipendenza dai farmaci. La malattia e la deformità è un tema che sembra far parte della vita delle donne e viene raccontato il diverso modo di approcciarla. La perdita è un altro tema centrale, in particolare per Maria do Ceu  e per i suoi tre figli, tratteggiati dal punto di vista della madre, ma Vasco, l'unico figlio maschio sembra essere, da una parte il frutto di una società più libera ed evoluta, dall'altra sempre il maschio incapace di affrontare il dolore per sè e per gli altri. La scrittura è scorrevole e pur se corposo il romanzo è di facile lettura.

RECENSIONE: Ovunque io sia (Romana Petri)


Ultimo aggiornamento Martedì 15 Ottobre 2024 16:59
 

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