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Grazia Deledda, Cenere

Una Sardegna nei toni dell'azzurro, dell'oro, del verde, del nero;  nei profumi molteplici dei fiori, delle piante, delle case; nell'odore della povertà, dell'accattonaggio, della miseria, ma anche dell'amore; nei sentimenti del rimpianto, dell'espiazione, del rancore, del rimorso, della riconoscenza, della speranza. Non si riconosce ad una giovane donna, Olì, la possibilità di credere in un uomo e abbandonarsi all'amore, ne pagherà amaramente le conseguenze, anche se, da madre, farà tutti i sacrifici e i gesti per il bene di suo figlio. Egli stesso, come tutta la società, la condannerà. Anche se tutto si è dissolto, è bruciato, come la vita di Olì e anche del figlio Anania, che non riesce a superare l'abbandono materno, un marchio a fuoco che sembra indelebile, anche per la vita di stenti e non onesta vissuta dalla povera Olì, dalla cenere può sempre nascere una scintilla.

Ultimo aggiornamento Domenica 02 Agosto 2026 15:42
 

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