Le mie creazioni

Chi è online

 31 visitatori online

Statistiche

Utenti : 178
Contenuti : 391
Link web : 6
Tot. visite contenuti : 213472

facebook



RECENSIONI

Le recensioni sono scritte come piccoli pro memoria per ricordare, nel tempo, il contenuto e le semplici riflessioni che il singolo libro mi ha suscitato, spesso sono solo appunti, a volte sono argomentazioni più articolate. I libri recensiti sono una selezione di quelli letti a partire dal lockdown di marzo 2020.



Sulla pietra PDF Stampa E-mail

Fred Vargas, Sulla pietra

Jean-Baptiste Adamsberg è il protagonista di molti dei noir di Fred Vargas. La sua personalità e la sua strana vaghezza sono componenti fondamentali del racconto. Questa volta è una tomba funebre di migliaia di anni fa, su cui si adagia a meditare, ad entrare in armonia con le sue caratteristiche e a far emergere dalla palude in cui si immergono le parole, le sensazioni, i suoni, che in un'indagine inconsciamente il commissario raccoglie, il nesso logico ed esplicito per risolvere il caso. Anche questa volta piccoli animali sono protagonisti, le pulci, i loro morsi. Non siamo nella metropoli parigina, ma in un paese della Bretagna ricco di storia e di immancabili fantasmi, ma anche di discendenti somiglianti che sbarcano il lunario, restituendo ai turisti l'immagine antica e misteriosa dei borghi medievali. Si intrecciano più delitti, delinquenti e bande, ma anche un assassino intelligente e sofisticato nella sua tela di omicidi.

Sulla pietra - Fred Vargas - copertina


Ultimo aggiornamento Domenica 11 Agosto 2024 08:07
 
Se i gatti scomparissero dal mondo PDF Stampa E-mail

Kawamura Genki, Se i gatti scomparissero dal mondo

Si può accettare la morte? Sappiamo che il cento per cento degli esseri umani (e non solo) muoiono, ma non è facile farsene una ragione, soprattutto se ci coglie prematuramente, ammesso che ci sia il tempo giusto per morire. Il libro sembra quasi una fiaba, in cui il protagonista, consapevole di morire entro pochissimo tempo, fa un patto con il diavolo dichiarandosi disposto a far scomparire un oggetto, o qualsiasi altra cosa, per sempre e per tutti,  per avere un giorno in più di vita. Scompaiono i cellulari, i film, gli orologi, ma alla richiesta da parte del diavolo di far sparire i gatti, non riesce a barattare ventiquattrore in più della sua vita con quella di questi animali a cui è da sempre legato, in particolare al gattino Cavolo che è l'unico essere vivente a cui è realmente affezionato. Ogni sparizione è un momento di riflessione sulla sua esistenza, sulle perdite, sulle mancate possibilità di relazionarsi, sugli affetti persi e non coltivati, sul senso del tempo, dello scorrere e dello spreco che se ne è fatto, delle occasioni perse in una esistenza che forse non lascia alcun segno. Il diavolo non è altro che il suo sè opposto, l'insieme dei modi di essere che non si sono percorsi, di tutto ciò che non si è stati, alla fine il protagonista postino scriverà una lettera postuma ad un padre allontanato per scelta e tenterà in extremis un recupero riparatore.

Copertina del libro Se i gatti scomparissero dal mondo di Kawamura Genki


Ultimo aggiornamento Domenica 04 Agosto 2024 14:04
 
Autobiografia di Petra Delicado PDF Stampa E-mail

Alicia Bartlett, Autobiografia di Petra Delicado

Un libro particolare: è la biografia del personaggio di una serie  e non di una persona reale, Petra Delicado. In realtà la Bartlett anche in altri testi ha raccontato biografie di personaggi immaginari come in "Una stanza tutta per gli altri". Per chi ha letto i vari romanzi-gialli su Petra Delicado è come avere un filo conduttore per conoscere la storia di un'amica di cui si sono comunque percorsi gli amori e se ne conosce già la quotidianità, certo da poliziotta, non della sua vita precedente. Viene raccontata una generazione spagnola, che in modo simile al nostro paese, cerca di affrancarsi dal cattolicesimo, dalla visione conservatrice della donna, con una presenza purtroppo ingombrante che è il franchismo, che però resta nello sfondo. L'emancipazione femminile è uno dei temi centrali, con riflessioni e profonde autoanalisi di Petra su se stessa, emblema della donna moderna. L'amicizia, la tenacia, il bisogno di realizzarsi sono sentimenti e azioni che permeano la vita di Petra.

Alicia Giménez Bartlett


Ultimo aggiornamento Venerdì 02 Agosto 2024 13:24
 
L'età fragile PDF Stampa E-mail

Donatella Di Pietrantonio, L'età fragile

I temi sono quelli cari alla scrittrice, in particolare le tante sfaccettature delle donne: la relazione tra madre e figlia, le amiche di gioventù, le ragazze  violentate e uccise, i legami con la terra e le proprie radici, la difficoltà ad uscire dai propri ruoli, l'amore che ti abbondona, la solitudine e spesso l'inadeguatezza. Si è sempre fragili, in realtà non c'è un'età che lo sia di più; la vita è fragile. L'amore per la propria terra e le radici da cui proveniamo sono un'ancora a cui aggrapparsi sempre, anche quando la vita non ci sorride. Un piccolo paese e una zona di montagna sono i protagonisti e la vita di Lucia e la sua famiglia gira intorno ad essi, anche quando 'il Dente del Leone' sarà un luogo di delitti efferati e, dopo essere stato nell'occhio del ciclone, diventerà un luogo abbandonato. La scrittura è scorrevole, precisa ed efficace, la storia forse meno impattante del suo precedente capolavoro.

L' età fragile - Donatella Di Pietrantonio - ebook


Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Luglio 2024 20:41
 
La donna che fugge PDF Stampa E-mail

Alicia Bartlett, La donna che fugge

Un'indagine difficile, contorta, che si trascina con stanchezza, Petra e Firmin hanno difficoltà a trovare la logica degli eventi, ma come sempre arriveranno ad una soluzione. In questo scorrere del tempo la quotidianità dei rapporti tra i due poliziotti li rende sempre più amici. Le loro conversazioni ci restituiscono una Spagna che ci somiglia, nelle inefficienze, nelle trasformazioni sociali  e  nelle relazioni tra le persone. Un tema centrale è il dilemma, in particolare per una donna, di conciliare il lavoro e la famiglia, la scelta di Petra di seguire la sua natura che è quella di trovare a tutti costi la verità, sacrificando la vita privata, la porterà  ad un tragico epilogo finale. La scrittura è sempre piacevole e il giallo funziona come forma letteraria per riflettere sulla condizione umana, sull'amore, sulla solitudine, sull'incapacità di realizzare le proprie aspettative e sulle aberrazioni che inducono al crimine.

La donna che fugge


Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Luglio 2024 13:25
 
Triste tigre PDF Stampa E-mail

Neige Sinno, Triste tigre

'Che cosa ci salva? La letteratura può salvarci?..'  'Estetizzare la violenza, prendere il lettore attraverso l'uso del terrore mi sembra uno sbaglio dal punto di vista artistico' Questi sono alcuni dei dilemmi della scrittrice, Sinno racconta la sua infanzia lungamente abusata dal patrigno, dai 7 o 9 anni fino almeno ai 14. La temporalità non è del tutto precisa, i ricordi, in alcuni casi nitidi, e intessuti nella propria essenza, a volte, hanno confini più labili. A 19 anni decide di denunciarlo, quando finalmente si allontana dalla famiglia, e lo fa per proteggere i suoi fratelli e per dare voce ai tantissimi bambini e bambine abusati, che non riescono a raccontare e neanche a provare a salvarsi, perchè comunque non ci si può mai salvare da questo tipo di esperienza. Il libro, in modo diretto e senza crogiolarsi sugli abusi, nel tentativo di non generare facile pietà per la vittima, ci consegna una vita non immaginabile. La scrittrice indaga su se stessa, sull'ambiente, sulla vicenda nella sua interezza, coinvolgendo il lettore nelle scelte che effettua e  osservandola da più angolazioni, compreso il tentativo di indagare sul mostro, per capirne le ragioni, per penetrare quell'oscuro in cui in fondo il carnefice, ma non volente, anche la vittima sprofonda. Ricorre alla letteratura, in particolare anglosassone per capire come si possa raccontare, come sia già stato raccontato, come far capire al lettore le dinamiche, le conseguenze, i traumi, le reazioni possibili, la capacità di riprendere la propria vita; ma sarà possibile fino in fondo? lo sguardo sul mondo non potrà mai prescindere da quel vissuto.


Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Luglio 2024 13:44
 
Il fuoco che ti porti dentro PDF Stampa E-mail

Antonio Franchini, Il fuoco che ti porti dentro

Come si affronta la vita? la si aggredisce, ci si costruisce una corazza per difendersi, dalla guerra, dai lutti, dal dolore, dalla paura di amare, dal timore di dover dipendere dagli altri. Angela, la madre dello scrittore è una donna forte, aggressiva, 'cattiva' che vive caparbiamente non rispettando nessuno, nemmeno i propri figli, non sa mostrare amore, è solo giudicante, distruttiva, tutte le relazioni umane passano attraverso l'odio. Alla base di questa filosofia di vita sembra esserci un concentrato di quel modo di essere dell'italiano medio, in particolare di quella generazione, ma non solo, che incarna, come scrive Franchini, "il qualunquismo, il razzismo, il classismo, l'egoismo, l'opportunismo, il trasformismo, la mezza cultura peggiore dell'ignoranza, il rancore ... " Non è facile individuare le radici di questo modo di essere, ma da figlio si resta segnati dalla mancanza di un normale rapporto affettivo, e da un oscillare di amore-odio reciproco che durerà fino alla fine. La scrittura è scorrevole, i tempi sono quelli di una commedia, ma anche tragici, per l'amarezza e il male che contaminano tutti quelli che ne vengono a contatto,  a causa di una così grande ostilità verso il mondo. Tutto è lotta: tra nord e sud, tra parenti, tra madre e nonna, tra madre e figli, tra vicini. Il libro è sostanzialmente una biografia e uno spaccato della vita di Napoli e della migrazione al Nord, ma la parte finale del libro è una riflessione sull'umanità.

Il fuoco che ti porti dentro - Antonio Franchini - copertina


Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Giugno 2024 11:04
 
Un dettaglio minore PDF Stampa E-mail

Adania Shibli, Un dettaglio minore

Agosto 1949, una pattuglia israeliana sta di guardia ai confini con l'Egitto, nel deserto del Negev, i soldati costruiscono l'accampamento, fanno le esercitazioni in un ambiente ostile, per essere in grado di rispondere ad eventuali attacchi e mantenere le conquiste fatte nella guerra del 1948, che i palestinesi chiamano Nakba (catastrofe) che costrinse più di 700000 palestinesi all'esodo e all'espulsione da parte degli israeliani. Nel pattugliare la zona alla ricerca di transfughi arabi avvistano un gruppo di beduini che uccidono, prendendo prigioniera una giovane ragazza e il suo cane. Purtroppo sia il comandante che, inizialmente sembra preservarla, che i soldati israeliani la stuprano e infine la uccidono seppellendola. L'episodio viene chiamato, l'incidente, e qualche giornalista israeliano, molti anni dopo, ai giorni nostri, pubblicherà la vicenda e una giovane donna palestinese, sarà colpita da un dettaglio minore, dal fatto che la beduina è stata uccisa nel giorno del suo compleanno avvenuto 25 anni dopo. Quale legame?, di fatto nessuno, in realtà tanti, il presente che vive la protagonista a Ramallah è quello di un vero apartheid, è confinata nella zona A e costretta in una serie di limiti, che non possono essere valicati, che le vanno stretti, lei cerca di vivere una vita normale, va al lavoro anche se il palazzo di fronte al suo ufficio viene bombardato perchè, a dire degli israeliani pericolosi palestinesi si sono asserragliati, deve centellinare l'acqua e vivere una vita non libera; e quando decide di indagare sull'episodio della giovane beduina, deve trovare il modo da andare nella zona C e cercare stratagemmi  rischiosi per avventurarsi, scoprendo attraverso la cartina israeliana e in contrasto ai suoi ricordi che i villaggi palestinesi sono ormai quasi inesistenti salvo una misera baraccopoli quasi spettrale. Cercherà risposte, ma a caro prezzo.

Un dettaglio minore - Adania Shibli - copertina


Ultimo aggiornamento Domenica 09 Giugno 2024 14:39
 
Locus desperatus PDF Stampa E-mail

Michele Mari, Locus desperatus

Un romanzo scritto in un italiano ricercato e con termini desueti, ma significativi e appropriati, un po' alla Landolfi, numerose sono le citazioni e i riferimenti ad una vasta gamma di titoli letterari. Il soggetto è interessante: il rapporto che si ha con le cose, gli oggetti, i libri, i soprammobili, gli utensili, i quadri, le targhette, i manifesti e mille altre robe anche le più assurde da collezionare e conservare, da cui è impossibile separarci, che hanno una vita, sono una parte di noi, e sono stipate nella casa. Anche il tema della casa è un soggetto landolfiano. Il racconto è paradossale, ironico, a volte esilarante e crea un'atmosfera di ansia e di suspence. Il protagonista è stato individuato da entità misteriose con una croce sulla porta e sarà destinato a cedere tutte le sue 'cose', l'intera casa a qualcuno che gli subentrerà e per lui ci sarà una fine incerta, in base alla sua disponibilità ad assoggettarsi. Nella disperata resistenza, il protagonista perde via via i ricordi, gli oggetti, le vecchie conoscenze non saranno più certezze, ma confini labili,  le trame dei libri letti non sono più presenti nella memoria, rivisita la sua vita, riportando a galla le proprie debolezze, i dolori, i fallimenti e si sente circondato da ultracorpi, non capendo più quali siano le persone reali, addirittura pensa di avere almeno un doppio di sé. Alcune delle sue proprietà lo tradiranno, ma altre lo sosterranno, dotate di autonomia e coscienza saranno protagoniste attive del racconto. Pur nel paradosso ci si riconosce in questo attaccamento alle cose, al bisogno di accumulo e al far dipendere la propria identità da ciò che possediamo .

Locus desperatus - Michele Mari - copertinaNell


Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Giugno 2024 21:22
 
Baumgartner PDF Stampa E-mail

Paul Auster, Baumgartner

Ultimo libro dello scrittore, parla di come si possa sopravvivere alla morte delle persone che si amano, lo scrittore Baumgartner perde la moglie in un incidente e anche dopo dieci anni conserva il suo ricordo, le sue cose, la sua stanza, i suoi scritti e in sogno lei gli dice che è rimasta intrappolata in un Nulla perchè lui non la lascia andare, ma Baumgartner non potrà farlo, anzi ha l'occasione di valorizzare le sue opere e lo farà grazie ad una giovane ricercatrice che è come se fosse la figlia che non hanno potuto avere. La lettura degli appunti, delle memorie di sua moglie Anna sono anche un modo per ripercorrere la sua vita anche attraverso gli occhi della donna,  La vita è un caso, piena di imprevisti, di incidenti, di dolori, di incontri, di occasioni, si impara a convivere con  la morte e i ricordi .

Baumgartner - Paul Auster - copertina


Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Giugno 2024 08:17
 
Resto qui PDF Stampa E-mail

Marco Balzano, Resto qui

La suggestiva foto del campanile in mezzo al lago, unico baluardo rimasto di due borghi della Val Venosta sommersi dalla costruzione della diga restituisce la forza e la resilienza dei protagonisti del romanzo. Una zona di confine, di lingua tedesca, che sembra avere identità e radici solo nella propria terra e nelle proprie montagne, dove il fascismo, il nazismo e anche l'Italia repubblicana e democratica sono comunque contesti storici di usurpazione e soprusi, di dominazione e di mancato rispetto degli abitanti di quelle terre. I protagonisti Trina, Erich, Ma' e Pa' sono combattenti, disposti a difendersi, non abbandonano i loro monti, la loro storia, i loro masi, i loro animali se non quando non sono schiacciati dal potere.  Difendono Curon e Resia, i piccoli borghi, anche se  la vita non offre niente ai giovani, tanto che molti se ne vanno (compresa la figlia di Trina e Erich), ma gli abitanti della  loro generazione, quella tra le due guerre, non può uscire da quella simbiosi con la natura in cui sono nati. L'arroganza della Montecatini e dei governi che hanno deciso la costruzione della diga confida nella fame di tranquillità che ha la gente, soprattutto dopo una guerra.

RECENSIONE: Resto qui (Marco Balzano)


Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Maggio 2024 21:59
 
Così ha inizio il male PDF Stampa E-mail

Javier Marias, Così ha inizio il male

E' protagonista la vita coniugale in un matrimonio che è stato felice, ma che si trasforma in una sofferenza, in particolare per Beatriz, che non riesce a staccarsi da un passato con Eduardo che è, e resterà sempre il suo amore, nonostante il rifiuto di lui a causa di un errore da lei commesso che via via sarà svelato. Viene raccontato come tra le persone siano artefici l'inganno, i segreti, le dicerie, il passato, l'amicizia, l'ammirazione, l'amore, le rinunce, la speranza, il dolore. In una Spagna post franchista degli anni '80 si aspetta il divorzio, la società civile è diventata più libera nei costumi e soprattutto si decide di non fare i conti con la giustizia storica e una generalizzata amnistia, fa vivere gli ex-franchisti, che si sono macchiati di colpe e bassezze come normali cittadini, anzi spesso esponenti e rappresentanti della nuova Spagna. Un libro che immerge le relazioni personali, nella storia ingombrante di un paese, indaga la natura umana, attraverso gli occhi di un giovane che si trova ad essere immerso in un mondo legato al triste passato e proiettato al futuro ignavo. Una caratteristica che mi ha colpito è la ripetizione dei dialoghi tra i vari personaggi Eduardo Muriel il regista,  Beatriz Noguera la moglie, Van Vechten il dottore, e gli altri.

Così ha inizio il male - Javier Marías - copertina

Ultimo aggiornamento Domenica 26 Maggio 2024 08:39
 
Il nome che diamo ai colori PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

Ivan Sciapeconi, Il nome che diamo ai colori

Un libro ben scritto, intenso, emozionante e nonostante il tema difficile, colorato, gentile, dove l'amore, il dolore, la violenza, l'umanità dolente, il coraggio, l'empatia si intrecciano. Ettore, la voce narrante, è un ragazzo che come tanti altri, finisce in una struttura a metà tra il manicomio e una scuola speciale, come ce ne erano tante alla fine degli anni '60, solo perchè o non accettato da una matrigna o perchè affetto dal morbo di Down, o perchè troppo intelligente in famiglie poverissime incapaci di farsi carico di ragazzi o bambini minimamente diversi dalla cosiddetta normalità. Nella struttura il Giardino ci sono diversi padiglioni per 'gli adulti maschi' per i bambini per le 'femmine adulte' e le bambine, tutti segnati dalla violenza, dal mancato rispetto di questa umanità dolente, desiderosa solo di amore e attenzione, ferita dall'abbandono spesso incomprensibile. Capita improvvisamente un nuovo sorvegliante che farà di tutto per cambiare la realtà di questi emarginati e vessati e riuscirà a dare speranza, capacità di fare gruppo e anche di ribellarsi. Il racconto è tratto da una storia vera e il nome che diamo ai colori è scritto nei bigliettini lasciati al figlio per tutta la casa dalla mamma di Ettore, morta prematuramente.

Ultimo aggiornamento Domenica 12 Maggio 2024 17:25
 
Pesci piccoli PDF Stampa E-mail

 

Alessandro Robecchi, Pesci piccoli

Carlo Monterossi, si trova di nuovo invischiato nelle squallide storie che Flora De Pisis propina al suo pubblico in Crazy Love, sua creatura, odiata e di cui non smette mai di vergognarsi il Monterossi, ma che gli consente una vita più che agiata nella Milano lucente e magica che il mondo guarda con ammirazione. Questa volta è un crocefisso che si illumina e 'fa miracoli', promosso da un ex prete belloccio e da una ex pornostar. Sarà Monterossi a trovare soluzioni brillanti per le trasmissioni di Flora! La doppia vita di Carlo, con il suo rapporto di amicizia con Oscar e Agatina e la collaborazione con la loro Sistemi integrati, lo riporta alla realtà faticosa di una Milano di poveri, di persone costrette a tirare avanti con lavori miseri per raggiungere almeno gli 800 euro al mese, ma anche con piccoli espedienti, arrabattandosi con un'illegalità a volte necessaria per sopravvivere. Come per Teresa, donna delle pulizie in una grande società che opera in Africa, che  suo malgrado si troverà coinvolta in una situazione di ricatti e di squallida corruzione, droga, pedofilia e mazzette. Monterossi si immergerà in questo mondo, facendosi coinvolgere, anche come complice, ma consapevole che lui è solo spettatore se vuole mantenere la sua patina dorata. Anche i due poliziotti Ghezzi e Carella in questo libro saranno alle prese con 'pesci piccoli' in una Milano ai margini e in periferie tristi e piene di una umanità senza futuro .

Ultimo aggiornamento Sabato 11 Maggio 2024 08:25
 
La mia Ingeborg PDF Stampa E-mail

 

Tore Renberg, La mia Ingeborg

Candidato al premio Strega Europeo 2024, è un libro breve ma intenso, che si impone  con una scrittura asciutta e quasi respingente come il protagonista Tollak, ma si rimane incollati e intrappolati senza capire fino in fondo il perchè. Un vecchio solitario, di poche parole, rude, violento, con una vita difficile, un mestiere non più possibile nella nuova società che lui deciderà di snobbare, eliminando tutte le forme di comunicazione, così come fa con tutti. Solo  la sua bella e amatissima moglie Ingeborg, esatto opposto di Tollak, lo sa ammansire e lei, per amore, accetta di estraniarsi dal mondo vivendo in una fattoria isolata con lui. I figli lo abbandoneranno, in particolare la femmina che attribuirà a questo padre brusco e distruttivo le sue difficoltà di vivere. Tollak perderà anche la moglie e rimarrà solo con Oddo, un ragazzo difficile che lui impone alla sua famiglia fin da piccolo, perchè la sua madre non riesce ad occuparsene. Con Oddo diventa il padre che non è stato, lo difende e gli dedica tutto l'amore di cui è capace. Dopo la scomparsa  di Ingeborg si estrania ancora di più nell'alcool e nell'abbandono, fin quando deciderà di rivelare ai suoi figli, convocandoli, alcune sconvolgenti verità che faranno precipitare ancora di più i labili legami.

Ultimo aggiornamento Lunedì 06 Maggio 2024 15:26
 
Il diario di Jane Somers PDF Stampa E-mail

 

Doris Lessing, Il diario di Jane Somers

Jane Somers  è una quasi cinquantenne, bella, realizzata nel lavoro che è la sua casa, curatissima e donna di successo, che si scopre non cresciuta nelle relazioni con la madre e con il marito: è una figlia bambina e una moglie bambina, rifugge la sofferenza e la capacità di accudire, nel momento in cui questi due legami avrebbero bisogno di lei e poi svaniranno entrambi a causa di un tumore. Improvvisamente, quasi per un contrappasso si trova ad avvicinare casualmente una vecchina, orgogliosa, tenace, ma allo stesso tempo fragile a causa della sua avanzata età, che vive da sola in una casa fatiscente e sporca, piena di cattivi odori, come quelli che emanano anche da lei, incapace di accudirsi autonomamente, ma caparbiamente indisponibile al supporto, della pur operosa rete di figure che istituzionalmente o su base volontaria sarebbero disposti a darle un supporto. Tra le due donne nasce un'amicizia intensa e Janna (Jane) si trova a cambiare la sua percezione del mondo, della vita, di se stessa, conquistando una dimensione di maggiore distanza dal lavoro che, se pur importante non è 'la vita', lasciando spazio alla voglia di scrivere diari, racconti, saggi che pubblicherà e soprattutto alla progressiva vicinanza al complicato, ma vasto mondo degli anziani, che quasi invisibili popolano le periferie di Londra. Una Londra multietnica, piena di una generazione che ha vissuto una vita difficile, ma è rimasta attaccata alla vita, pur rimanendone ai margini. E' un libro che fa riflettere anche se a volte l'ho trovato ripetitivo .

Ultimo aggiornamento Domenica 05 Maggio 2024 09:26
 
Cose che non si raccontano PDF Stampa E-mail

 

Antonella Lattanzi, Cose che non si raccontano

Il personale è politico, in questo racconto l'intensa  vicenda privata della scrittrice diventa  politica, per un tema caldo proprio in questi giorni. Quanto è difficile per una donna coniugare il desiderio di maternità con la propria emancipazione lavorativa e  la realizzazione delle proprie ambizioni e dei propri talenti? Si sceglie l'interruzione volontaria di gravidanza in momenti della propria vita in cui non si è capaci di rinunciare alla propria vita, ma questo innesca sensi di colpi che resteranno per sempre, nel giudizio della società, ma soprattutto di se stessi e quando pur nelle incertezze si è pronti ad affrontare la maternità, questa non sembra più possibile e nella caparbietà di raggiungere l'obiettivo, il corpo della donna diventa uno strumento in mano a medici più o meno attenti alle esigenze del cuore delle persone. Il partner, per quanto possa partecipare alla scelta ed essere solidale, non affronta realmente le sofferenze, le emozioni, le paure, i condizionamenti che si dovranno affrontare.

immagine per Cose che non si raccontano

Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Maggio 2024 16:39
 
Adelaida PDF Stampa E-mail

 

Adrian Bravi, Adelaida

Questo libro è il racconto appassionato e rispettoso della vita o, di sprazzi di essa, di Adelaida Gigli, una intellettuale del secolo scorso, italiana di nascita, ma che svolge la sua attività letteraria, critica ed artistica per molti anni in Argentina, dove è costretta a migrare insieme alla sua famiglia a causa del fascismo. Il padre, famoso pittore recanatese,  preferisce migrare per non diventare un artista di regime.  Da donna libera e non asservita al potere incappa nelle tristissime vicende delle dittature argentine, fondando riviste critiche, ospitando intellettuali, ma anche armi e rivoluzionari amici dei suoi figli che entrambi aderiscono ai montoneros.  Subisce le conseguenze dello spaventoso regime militare perdendo i suoi figli che scelgono la lotta armata per salvare e conquistare un futuro democratico per il loro paese. Anche lei è costretta a fuggire prima che venga arrestata e riesce a tornare in Italia a Recanati nel paese in cui è nata e qui lo scrittore la incontra e rimane affascinato dalla personalità e dalle qualità intellettuali, coltivando una amicizia profonda e insieme ad altri la  accompagneranno, cercando di valorizzarne le produzioni artistiche dai racconti alle ceramiche, fino alla fine della sua vita, purtroppo, negli ultimi anni, costretta in una casa di riposo, perchè precipitata  nel buio e nella strana dimensione dei malati di alzheimer.

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Aprile 2024 22:51
 
Autobiogrammatica PDF Stampa E-mail

 

Tommaso Giartosio, Autobiogrammatica

Un libro interessante, un romanzo di formazione che affascina per l'uso del linguaggio, degli alfabeti, delle grammatiche familiari, delle parole, della differenza tra lingua e linguaggio. E' un autobiografia costruita sulla sperimentazione del mondo attraverso i segni, i disegni, i linguaggi, dove si racconta la fatica di crescere, di diventare adulti conquistando uno spazio nel mondo e nel proprio contesto. Per l'autore, ma per ognuno di noi, il formarsi passa attraverso la conoscenza e la possibilità di esprimerla e sperimentarla con le parole che danno senso e significanza alle paure, ai desideri, ai sentimenti, all'amore, all'amicizia, alla conoscenza di se stessi e alla capacità di costruirsi un'identità. E' anche un affresco di un'epoca: il racconto di famiglie borghesi con passati, anche legati al fascismo, ma con un padre che, pur se uomo della marina, si smarca da un contesto naturalmente tale e  da una madre eclettica che, nell'uso di un 'lessico familiare' ricco fatto di tante lingue che si mescolano, stimola l'autore ad avere con il linguaggio una grande dimestichezza e alla necessità di studiarlo, di vivisezionarlo per farlo diventare quasi parte fisica del proprio corpo in crescita.

Autobiogrammatica - Tommaso Giartosio - copertina

Ultimo aggiornamento Sabato 27 Aprile 2024 16:24
 
Chi dice e chi tace PDF Stampa E-mail

 

Chiara Valerio, Chi dice e chi tace

Un libro che si legge tutto d'un fiato, ed è raccontato quasi come un giallo con la protagonista Lea, avvocato di provincia, che indaga sulla morte 'accidentale' di Vittoria, una sua amica, donna misteriosa, generosa, competente, capace di fare mille cose, che si è rifugiata nel suo paesino, Scauri, da Roma, insieme ad una ragazza, Mara, molto più giovane di lei, che sembra figlia, ma non lo è, si scoprirà amante. In questo percorso di ricerca della verità sulla storia di Vittoria, la protagonista in realtà intraprende un'indagine su se stessa, sulle sue relazioni anche coniugale, sui pregiudizi, sull'ignoranza o l'arroganza della cultura,  sulla piccola comunità del paese in cui vive. Alla fine del percorso ricostruisce l'immagine di Vittoria, attraverso le persone che le sono state vicine, che l'hanno amata, rivelando quanto possa essere sfaccettata la personalità di un individuo nella visione degli altri. Il tema è  anche quello della ricerca della propria identità di genere che può risultare labile. La scrittrice sa mantenere una certa suspence per tutto il breve racconto, ma nel complesso non mi ha entusiasmato.

Copertina Chiara Valerio, Chi dice e chi tace, Sellerio editore Palermo, 2024

Ultimo aggiornamento Lunedì 29 Aprile 2024 08:40
 
Dalla stessa parte mi troverai PDF Stampa E-mail

 

Valentina Mira, Dalla stessa parte mi troverai

In un momento, come l'attuale, di revisione della storia, anche quella recente, in un'ottica di rivalsa e di prepotenza da parte di chi è al potere, questo romanzo, non un saggio, riporta l'accento su quale sia la parte in cui stare. Il libro parte dai fatti di Acca Larentia del 1978 in cui furono uccisi da un commando terrorista di sinistra due giovani militanti di estrema destra e negli scontri successivi con la polizia, un altro giovane venne ucciso dalle forze dell'ordine. Circa dieci anni dopo, un giovane di sinistra impegnato nel sociale, Mario Scrocca, sposato con Rossella e con un bimbo di appena due anni, verrà arrestato sulla base di estremamente labili testimonianze di una pentita e nell'arco delle ventiquattrore successive ritrovato impiccato in una cella di isolamento e anti-impiccagione di Regina Coeli. Il racconto parte dall'incontro di due donne bionde, una di circa sessant'anni Rossella e la scrittrice trentenne, e di un forte sentimento di sorellanza, pur nella diversità di età ed esperienza di vita, che le fa sentire vicine e Mira racconta la bella storia d'amore tra Rossella e Mario in una Roma di 'latte e sangue' nei burrascosi e pericolosi anni '70 del nostro paese. Torna alla luce, senza avere risposte, le tragica morte di Mario, piena di contraddizioni e di sospetti rispetto ad un reale possibile suicidio, in ogni caso lo Stato è responsabile di quella morte! La verità giudiziaria non darà risposte, ma il racconto apre alla speranza che qualcuno che sa parli. In ogni caso ci ricorda, per vita vissuta, cosa sia l'essere fascisti, il rapporto tra vittima e carnefice, il vittimismo di certa destra, la connivenza dei colletti bianchi e dei partiti istituzionali con frange estreme esaltate e pericolose, da cui tuttora non si prendono le dovute distanze!

Dalla stessa parte mi troverai - Valentina Mira - ebook

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Aprile 2024 08:58
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Succ. > Fine >>

Pagina 4 di 11