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Un sogno - Valerio Marconi
Tante cose mi son morte e rinate dentro, ci hanno fatto tanto male e ce ne facciamo noi, ho tracciato due linee ma il mio orto non è chiuso. Ma volge le ali il falco ai lidi nembosi senza terra e piove dal mare del cielo in un deserto oceanico. Una rondine posa sul muschio eterno d’una pietra rotta, dura come i pianti delle scogliere: è una natura sconvolta quella che si adagia sulle arenarie nude delle due sorelle, fra le loro gambe è affondato un sole spento, solo non perde più sangue nell’azzurro. Tacciono i legni Salmastri ed ogni cosa è secca, il fiore china l’impotenza al rosseggiare dei futuri marmi di pece. E scolorano le cose del mondo, le nubi oltre il cielo non troppo lontane intoccabili, un abisso di archetipi persi è congelato dal calore dei magmi del tumultuoso accavallarsi delle ansie in un monte aspro e duro, formidabile e sterminatore ove il libro recita: “Così è la vita.” Ma all’orizzonte di navi arenate scintille di un arcolaio di pensieri nella grotta recondita dello ieri.

Le due sorelle - Conero, Ancona
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