| L'avversario |
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Emmanuel Carrere, L'avversario E' una storia vera, Jean Claude Romand a 38 anni, nel 1993, stermina la sua famiglia: moglie, i suoi due bambini, i suoi genitori e tenta anche con la sua amante, ma senza riuscirci. Per 18 anni ha mentito a tutti, fingendo di avere una laurea in medicina, di lavorare per l'OMS, passando i suoi giorni 'lavorativi' nei parcheggi, in qualche stazione di servizio, nei boschi, negli alberghi di aeroporti quando doveva fingere di andare all'estero. Come poteva sostenere economicamente la situazione, truffando e appropriandosi dei beni delle persone più care, riuscendo per tanto tempo a non destare il ben che minimo sospetto. Quando non potrà più contare su disponibilità economiche e sarà inevitabilmente smascherato, non può che uccidere le persone che ha vicine per l'angoscia del loro giudizio e proverà ad uccidersi, ma in un maldestro tentativo, poco convincente. Condannato all'ergastolo, resterà in prigione per 26 anni e dal 2019 in libertà vigilata. La Francia è scioccata da questa vicenda, e lo scrittore Emmanuel Carrere è affascinato da questa storia, dalle sue incredibili dinamiche, sicuramente dalla mente di una persona malata, ma lucida e che cerca in tutti i modi di adeguarsi agli standard di una borghesia in cui è importante apparire, avere uno status sociale, essere inseriti in una comunità religiosa. In prigione sarà questa la via, il rapporto con Dio, con la preghiera grazie al supporto di un gruppo di visitatori di religione cattolica che si occupano di seguire spiritualmente i detenuti. Romand sembra assurgere una dimensione di persona socievole, volto ad una conversione quasi mistica, ma sarà ancora una volta una nuova immagine assunta a favore di una società che così potrà tornare ad approvarlo? La scrittura è coinvolgente e lo scrittore ci fa entrare nella storia con efficacia, ma anche sconcerto di fronte ad una mente che ci lascia sconvolti.
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| Ultimo aggiornamento Domenica 13 Settembre 2026 17:36 |