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Crisantemi di Kabul PDF Stampa E-mail
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Crisantemi di Kabul - Valerio Marconi

 

 

Cadono dalle ginocchia fiori forzati
e rossa denuncia invisibile
labile in visi,
urlo dei denti denunzia
il caldo di sabbie mai viste
e il freddo domestico amore.
Cambiano le verghe che insultano
nelle piazze donne fagotto,
ma uno solo è il seme
che opprime
recide il filo inutile
della placenta da ricucire;
sole traverso una grata
e il vento rinnova il negare
che lento mai cessò.
Basti tu Lilith
e sbiancheranno
all’improvviso
un’alba
i crisantemi di Kabul.

Fiori che emozionano: Piet Mondrian vs Egon Schiele – La sottile linea  d'ombra

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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